"Di essi è il regno di Dio"
Beato Guerrico d'Igny (ca 1080-1157), abate cistercense - Discorsi per la solennità di Tutti i Santi, 3.5-6; SC 202, 503s
Quando proclama la beatitudine dei poveri, a ragione il Signore non dice: "Di essi sarà il Regno dei cieli", bensì "di essi è". ... Come sono vicini al Regno di Dio coloro che già possiedono e portano nel cuore questo re di cui si dice che servire è regnare... Altri litighino per dividersi l'eredità di questo mondo: "Il Signore è mia parte di eredità e mio calice" (Sal 16,5). Combattano fra loro a chi sarà il più miserabile: non invidio loro alcunché di quanto cercano, poiché "la mia gioia è nel Signore" (Sal 104,34).
Tu, l'eredità gloriosa dei poveri! Beata ricchezza di coloro che non hanno nulla! Non solo ci dai tutto ciò di cui abbiamo bisogno, ma di più, sei pieno di ogni gloria, trabocchi ogni gioia, poiché sei "la misura, pigiata, scossa e traboccante versata nel nostro grembo" (Lc 6,38)...
La vostra anima ..., di voi poveri, abbia la gloria dalla sua umiltà, e guardi con disprezzo ogni grandezza di questo mondo... Sono pronti dei beni eterni e tu preferiresti a loro delle cose passeggere, simili a un sogno? ... Poveretti coloro che la beata povertà rendeva degni d'essere onorati dal cielo, ammirati dal mondo e rifiutati dall'inferno, e che poi, nell'accecamento dello spirito, hanno considerato la povertà come miseria, l'umiltà come codardia; hanno voluto diventare ricchi e sono caduti negli inganni del demonio, quando tutto apparteneva a loro! ... Quanto a voi, che avete per amica la povertà e trovate dolce l'umiltà del cuore, la Verità eterna vi renda sicuri di possedere il regno dei cieli; Dio conserva fedelmente per voi il Regno che vi è riservato.