“Ecco l’Agnello di Dio”

San Cirillo d'Alessandria (380-444), vescovo e dottore della Chiesa - Commento al Vangelo di Giovanni, 2, prologo; PG 73,192 (trad. cb@evangelizo)

gennaio 18 , 2026
“Giovanni vedendo Gesù venire verso di lui disse: “Ecco l'agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo!…” Poiché uno solo è morto per tutti, riscattando per Dio Padre l’intero gregge di coloro che sono sulla terra. Uno solo è morto per tutti, per sottometterli a Dio; uno solo è morto per tutti, per riconquistarli tutti. … Infatti siamo soggetti a molti peccati e per questo avevamo da pagare un debito di morte e siamo diventati mortali. Perciò il Padre ha dato suo Figlio in riscatto per noi (Gv 3,16; Mc 10,45), uno solo per tutti, poiché tutte le cose sono in lui e lui è al di sopra di tutto. Uno solo è morto per tutti, affinché noi tutti vivessimo in lui, poiché la morte, che aveva divorato l’agnello sacrificato per tutti, li ha tutti restituiti in lui e con lui. Infatti eravamo tutti in Cristo che è morto per noi, al posto nostro, e che è risorto. Il peccato è l’origine e la causa della morte; una volta cancellato il peccato, come potrebbe la morte evitare la completa distruzione? Una volta morta la radice, come potrebbe vivere il germoglio che da essa nasce? Se il peccato è cancellato, perché dovremmo ancora morire? Celebriamo allora nella gioia l’immolazione dell’agnello e diciamo: “Dov'è, o morte, la tua vittoria? Dov'è, o inferi, il vostro sterminio?” (1Cor 15,55; Os 13,14)… “Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, diventando lui stesso maledizione per noi” (Gal 3,13), perché noi sfuggissimo alla maledizione del peccato.     

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