Hanno fatto di lui quello che hanno voluto
Sabato della seconda settimana
La Parola del Signore
…è ascoltata
Mentre scendevano dal monte, i discepoli domandarono a Gesù: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elìa?». Ed egli rispose: «Sì, verrà Elìa e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elìa è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro». Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.
…è meditata
Pietro, Giacomo e Giovanni avevano visto sul monte il tuo volto radioso e le tue vesti diventare bianche come illuminate da una luce che ti veniva da dentro. Ti avevano visto dialogare con profeti del passato: Mosè ed Elìa, su quanto avresti dovuto affrontare una volta che ti fossi lasciato mettere nelle mani degli uomini. Mosè ed Elìa erano in effetti esperti di cammini nel deserto, di esodi difficili, di mancanza di tutto, di paura, e ancor più della cattiveria umana, ma anche di fiducia nell’opera di Dio. Qualcuno tra i sapienti del tempo aveva fatto intendere che uno di loro, Elìa, sarebbe un giorno tornato e sarebbe allora iniziato un periodo nuovo, il tempo del Messia. I discepoli allora, mentre scendono dal monte, ti chiedono se è proprio così, ma tu fai capire loro che purtroppo gli uomini, con le loro sole forze, non cambiano. Pur se fosse tornato Elìa - ed è tornato di fatto con Giovanni - quello che gli è successo dimostra che gli uomini compiono sempre gli stessi errori. Sembra proprio che non impariamo molto dall’esperienza e dalla storia. Finisce allora ogni volta così che, dinanzi al bene, l’uomo spesso non sa fare altro che calpestarlo. Se non lascio che entri nella mia vita un raggio di cielo, un raggio della tua Grazia, non capirò mai fino in fondo cos’è la vita che mi è stata data e chi sono le persone che mi sono state affidate.
…è pregata
Vieni Signore, vieni a cambiare il mio modo di essere, non farmi fare sempre gli stessi errori, ferma la mia mano, chiudi la mia bocca, quando sto per compiere o dire qualcosa che faccia del male. Manda un raggio della tua luce e illumina le mie tenebre, il mio risentimento, la mia cecità, la mia presunzione, che non rischi mai che tu offra te stesso ancora nelle mie mani ed io, senza capirlo, continui ad essere come prima.
…mi impegna
Ripenso alle persone che mi sono affidate o state affidate nelle mia vita. Nel matrimonio gli sposi si affidano interamente alle mani dell’altro, i figli sono affidati ai genitori, gli amici all’amico, i fedeli al pastore, gli allievi al maestro. Ripenso alla mia responsabilità per loro: è Dio che li ha messi nelle mie mani e io non devo fare di essi ciò che voglio, ma ciò che vuole Lui.

