Il mio regno non è di questo Mondo

Commento al Vangelo a cura del Card. Angelo Comastri

aprile 18 , 2025

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.

Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.

Nella Passione di Cristo c’è in miniatura tutta la cattiveria della storia umana: la cattiveria che vediamo esprimersi ogni giorno in mille maniere, la cattiveria che talvolta ci impressiona e ci fa paura. La cattiveria che fa dire all’evangelista Giovanni: "Tutto il mondo giace sotto il potere di Satana”. E lo stesso Gesù chiama Satana “il principe di questo mondo” (Gv 12,31). E si vede! Pensate quanti Caifa, quanti Giuda, quanti Pilato, quanti carnefici dei buoni si sono alternati e si alternano nello scenario del mondo! E Gesù ha sentito il peso e la nausea di tutta questa cattiveria nell’orto di Getsemani, quando ha iniziato a sudare sangue in tutto il suo corpo. Viene spontanea la domanda: ma sarà sempre così? Saranno sempre i violenti ed i prepotenti ad imporre le loro false ragioni sulla vita indifesa dei buoni? Attenti bene! Gesù davanti a Pilato afferma con serena sicurezza: “Il mio Regno non è di questo mondo” (Gv 18,36). Ricordiamo sempre queste lucide parole: perché c’è un altro regno e un altro mondo! C’è un’altra vita e c’è un secondo atto nel dramma della storia: e, nel secondo atto, Dio farà i conti con la nostra libertà e darà a ciascuno secondo le sue opere. E Dio si preoccupa soprattutto di questo secondo atto e ci invita ad essere pronti per il giorno conclusivo della vita e della storia. La Madonna, sempre docile al disegno di Dio, parlando alla povera Bernadette Soubirous, nel mese di febbraio dell’anno 1858 le disse: “Non ti prometto di farti felice in questa vita, ma nell’altra”. Non dimentichiamo questa strategia di Dio e ricordiamo che verrà un momento in cui Dio dirà: Basta! Ora facciamo i conti! Secondo misericordia, ma sempre rispettando la decisione della nostra libertà: in bene o in male! Ma nel frattempo, come Dio affronta la cattiveria? Con quale forza la aggredisce e la vince? Ci risponde il racconto della Passione. Nella bufera dell’odio e del rinnegamento e del tradimento, Gesù instancabilmente semina l’Amore: mentre l’odio umano si scatena contro di lui, Gesù ama e colloca dentro i solchi della cattiveria il potenziale infinito della bontà.

FONTE

Comunità in cammino

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