Il seme della grazia

San Claudio La Colombière (1641-1682), gesuita - Diario spiritual

luglio 27 , 2020
La grazia di Dio è un seme che non bisogna soffocare, ma anche non bisogna troppo esporlo. Bisogna nutrirlo nel cuore e non mostrarlo troppo agli occhi degli uomini. Due sono le specie di grazie, piccole all'apparenza, e da cui non di meno può dipendere la nostra perfezione e la salvezza: 1. una luce che ci svela una verità: bisogna raccoglierla con cura e custodirla affinché non si spenga a causa nostra; occorre servirsene come di una regola in tutte le azioni, vedere che ci conduca, ecc.; 2. un movimento che ci porta a fare qualche atto di virtù in certe occasioni; occorre essere fedeli a questi moti, perché la fedeltà è a volte il nodo della felicità. Una mortificazione che Dio ci ispira in certe circostanze, se si ascolta la sua voce, produrrà forse grandi frutti e la santità in noi; disprezzare questa piccola grazia, potrebbe avere funeste conseguenze, come è successo a degli eletti che sono caduti in disgrazia per aver mancato di approfittare di piccole cose.    

Eccomi, sono la serva del Signore...

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1. Lectioa) Orazione iniziale:Rallegrati, o Vergine Maria, già sorge la stella di Giacobbe.Si compiono oggi le Scritture: come nube feconda viene il Signore.Viene il nostro Dio, non sta in silenzio; l'orecchio fai attento al suo saluto.Dolce è il verbo del suo labbro, nobile il disegno del suo cuore.Splende come ali di colomba il vestimento del suo messaggero; scende come zefiro d'estate su di te, fecondo,...

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