IV Domenica di Quaresima anno A
Commento al Vangelo di Don Domenico Bruno
Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui.
Con Gesù impari la vera gioia
Ti sei mai chiesto se quello che vedi ogni giorno è la realtà o solo un riflesso di come ti senti dentro?
Oggi è la domenica in Laetare, una sosta di gioia in mezzo alla Quaresima che ci ricorda che la gioia della salvezza è vicina, anche se a volte abbiamo le palpebre incollate e non riusciamo a vederla.
Nel Vangelo c’è questo cieco nato che non ha mai visto un colore, eppure incontra Gesù che lo tocca con fango e saliva. Ai tempi di Gesù si pensava che se eri malato era colpa tua o dei tuoi genitori, una sorta di “karma” punitivo che ti rendeva un escluso, uno da evitare. Ma Gesù spacca questo schema: la fragilità non è una maledizione, ma il luogo dove Dio “cucina” qualcosa di nuovo.
La fede permette di scoppiare di gioia, quasi come un pop-corn quando riceve calore e diventa nutriente. Spesso siamo come i farisei della prima lettura: guardiamo l’apparenza, il vestito, il successo, ma «il Signore vede il cuore». Siamo ciechi quando giudichiamo un compagno di classe solo perché non rientra nei nostri canoni o quando etichettiamo qualcuno senza conoscerlo.
Convertirsi in questa Quaresima significa lasciarsi lavare gli occhi per scoprire che «un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore». La gioia della Domenica in Laetare è capire che non devi essere perfetto per essere amato.
Siamo tutti un po’ impastati di fango, ma è proprio lì che Dio mette il suo Spirito e riscalda con la sua luce.
E tu? Vuoi continuare a guardare il mondo dal buco della serratura o finalmente ti vuoi impegnare a spalancare gli occhi sull’infinito che ti aspetta?

