La pagliuzza e la trave

Sant'Agostino (354-430), vescovo d'Ippona (Africa del Nord) e dottore della Chiesa - Spiegazione del discorso dalla montagna, 19,63  

settembre 11 , 2020
In questo passo il Signore ci mette in guardia contro il giudizio temerario e ingiusto; egli vuole che ci comportiamo con cuore semplice, rivolto unicamente a Dio. Vi sono infatti molte azioni di cui ci sfugge il movente e, pertanto, sarebbe temerario giudicarle. I più abili a giudicare in modo temerario e a biasimare gli altri sono coloro che preferiscono condannare piuttosto che correggere e ristabilire il bene; questa tendenza è segno di orgoglio e meschinità. (...) Un uomo, ad esempio, pecca per collera e tu lo riprendi con odio; ma tra la collera e l'odio c'è la stessa differenza che esiste tra la pagliuzza e la trave. L'odio è una collera inveterata che, con il tempo, ha assunto dimensioni tali da meritare, appunto, il nome di trave. Può succederti di metterti in collera, nel tentativo di correggere; ma l'odio non corregge mai (...) Prima allontana da te l'odio e soltanto in seguito potrai correggere colui che ami.       

1 - La terra, serbatoio di bellezza

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La terra è un nido per i semi che aspettano di germogliare. Un rifugio per gli animali che in essa si scavano una tana. Dalla terra viene il cibo che mangiamo. Dovunque ci troviamo possiamo chinarci e raccoglierla in un pugno: perché la terra è la stessa, generosa e potente, per tutti gli uomini del mondo. San Francesco nel “Cantico delle Creature” scrive così: “Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre...

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