LA SPERANZA È LA VITA ETERNA

Giovedì della seconda settimana di quaresima (20 marzo)

marzo 20 , 2025

Presi dalla frenesia del quotidiano, soventemente dimentichiamo il fine ultimo della nostra esistenza, ovvero la visione beatifica di Dio nella vita eterna. A tale fine è intimamente collegato il giudizio di Dio. Scrive il Papa nella Bolla di indizione del Giubileo: “’Credo la vita eterna’: così professa la nostra fede e la speranza cristiana trova in queste parole un cardine fondamentale. Essa, infatti, ‘è la virtù teologale per la quale desideriamo … la vita eterna come nostra felicità’ … Un’altra realtà connessa con la vita eterna è il giudizio di Dio, sia al termine della nostra esistenza che alla fine dei tempi … Il giudizio di Dio, che è amore (cfr. 1Gv 4,8.16), non potrà che basarsi sull’amore, in special modo su quanto lo avremo o meno praticato nei riguardi dei più bisognosi, nei quali Cristo, il Giudice stesso, è presente (cfr. Mt 25,31-46). Si tratta pertanto di un giudizio diverso da quello degli uomini e dei tribunali terreni; va compreso come una relazione di verità con Dio-amore e con sé stessi all’interno del mistero insondabile della misericordia divina … Il giudizio, quindi, riguarda la salvezza nella quale speriamo e che Gesù ci ha ottenuto con la sua morte e risurrezione” (Spes non confundit, nn. 19 e 22). È quanto emerge dal brano del vangelo di oggi. Un uomo ricco, senza nome, e un povero chiamato Lazzaro. Il ricco è troppo sicuro di sé, dei suoi beni e della sua ricchezza, è troppo preoccupato di guardare in Alto durante la sua vita terrena, quando alzerà gli occhi sarà ormai troppo tardi. Tendiamo sempre a procrastinare, come se la morte possa essere programmabile, dimenticando il monito di Gesù che ci esorta ad esser sempre pronti e vigilanti (Mt 24, 44). “Ma cosa significa essere pronti? In fondo, se l'Amore è la relazione, allora ci si preparerà – ci si salverà – solamente nelle relazioni. Non eremitiche e solitarie preghiere, inutili autoflagellazioni, ma la ricerca di un'anticipazione. Non aspettare che l'Amore venga dall'esterno, ma cominciare ad amare tutti e tutto qui ed ora. Ci si prepara, giorno per giorno, cercando di amare incondizionatamente e liberamente il Signore, l'umanità e la terra” (Alessandro Anderli). Proprio quello che non ha fatto il ricco del vangelo, “potea non volle, or che vorria non puote” (Luigi Fiacchi)

FONTE

Benedizione degli animali

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