LA SPERANZA È MISERICORDIA

V domenica di quaresima (6 aprile)

aprile 06 , 2025

È facile condannare la gente o, come nel caso del brano del vangelo di oggi, portarla alla lapidazione. Tutti siamo facili ergerci a giudici. Gesù si trova dinanzi ad un bivio se dice di lapidare la donna (per adempiere la legge di Mosè) i suoi discorsi, finora pronunciati non hanno valore; se dice di non lapidarla si pone, totalmente, contro la legge. Ecco perché, la sua risposta di giudizio, disarma tutti: “chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei”. Una risposta che ammutolisce tutti e mette da parte quella smania di ergerci a giudici: “Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani”. Rimane Gesù solo con la donna. “Un giorno Sant’Agostino commentava ai suoi fedeli l’episodio dell’adultera; uno dei più divini e dei più ricchi di umanità. Preso dalla commozione, in un momento di estasi fantastica, egli dimentica i suoi uditori e contempla la scena nel suo punto culminante: tutti se ne sono andati; rimangono lì, Lui solo e lei sola: Gesù e la dona angosciata. Agostino, incantato e commosso, contempla quel quadro e vede al posto della povera donna, tutta intera la misera umanità peccatrice e infelice. L’nim, pensosa e dolorante di lui vede ritratta in quel quadro la tragedia dell’uomo nelle sue relazioni con Dio creatore e redentore. Ma ora egli la esprime poeticamente, in poche parole, nelle quali poesia, pittura, musica, paiono fondersi in unica armonia, così da rendere il brano intraducibile: Et exierunt omnes; remansit solus et sola; remansit creator et creatura; remansit miseria et misericordia” (Mons. Salvatore Russo – VI Vescovo di Acireale, da Pagine di cultura cristiana). “Misericordia et misera sono le due parole che sant’Agostino utilizza per raccontare l’incontro tra Gesù e l’adultera (cfr Gv 8,1-11). Non poteva trovare espressione più bella e coerente di questa per far comprendere il mistero dell’amore di Dio quando viene incontro al peccatore: ‘Rimasero soltanto loro due: la misera e la misericordia’. Quanta pietà e giustizia divina in questo racconto!” (Papa Francesco, Lettera apostolica misericordia et misera, 1). Il brano ci invita ad astenerci da qualsiasi giudizio nei confronti dei fratelli e delle sorelle che incrociamo sul nostro cammino, ognuno ha una storia personale impastata di grazia e di peccato, su cui non è lecito proferire parola alcuna. Siamo chiamati a guardarci allo specchio, prima ancora di guardare gli altri; guardandoci veniamo invitati a leggerci dentro, lì scopriremo la verità delle parole di Gesù: “chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei” e comprenderemo che è il caso di andare via come quegli scribi e farisei del vangelo.

FONTE

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