"Lo voglio, guarisci"

San Pascasio Radberto (? - ca 849), monaco benedettino - Commento al vangelo di Matteo, 5, 8; CCM 56 A, 475-476 (trad. cb@evangelizo)

gennaio 15 , 2026
Ogni giorno il Signore guarisce l’anima di chi lo implora, lo adora piamente e proclama con fede queste parole: "Signore, se vuoi, puoi guarirmi", e questo qualunque sia il numero delle sue colpe. "Con il cuore infatti si crede per ottenere la giustizia" (Rom 10,10). Occorre dunque rivolgere a Dio le nostre richieste con la massima fiducia, senza mettere per niente in dubbio la sua potenza… Per questo motivo il Signore risponde subito al lebbroso che lo supplica: "Lo voglio". Appena infatti il peccatore ha cominciato a pregare con fede, la mano del Signore si mette a curare la lebbra della sua anima.… Quel lebbroso ci dà proprio un buon consiglio sul modo di pregare. Non mette in dubbio la volontà del Signore, come se rifiutasse di credere nella sua bontà. Ma, consapevole della gravità delle sue colpe, non vuole neppure dar per scontata questa volontà. Dicendo che il Signore, se lo vuole, può guarirlo, afferma che tale potere appartiene al Signore, e allo stesso tempo, afferma la sua fede… Se la fede è debole, deve prima essere rafforzata. Solo allora rivelerà tutta la sua potenza per ottenere la guarigione dell’anima e del corpo. L’apostolo Pietro parla senza dubbio di tale fede quando dice: "Ha purificato i loro cuori con la fede" (At 15,9)… La fede pura, vissuta nella carità, mantenuta dalla perseveranza, paziente nell’attesa, umile nella sua affermazione, salda nella fiducia, piena di rispetto nella preghiera e ricca di sapienza in quello che chiede, è certa di ricevere in ogni circostanza la parola del Signore: "Lo voglio".     

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