«Per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi»

San Cirillo d'Alessandria (380-444), vescovo e dottore della Chiesa - Commento alla lettera ai Romani , Cap. 15, 17

aprile 01 , 2023
In molti formiamo un solo corpo e siamo membra gli uni degli altri (Rm 12, 5), stringendoci Cristo nell'unità con il legame della carità, come sta scritto: "Egli è colui che ha fatto di due un popolo solo, abbattendo il muro di separazione che era frammezzo, annullando la legge fatta di prescrizioni e di decreti" (Ef 2, 14). Bisogna dunque che tutti abbiamo gli stessi sentimenti. Se un membro soffre, tutte le membra soffrano e se un membro viene onorato, tutte la membra gioiscano (1 Cor 12, 26). "Perciò accoglietevi", dice, "gli uni gli altri, come Cristo accolse voi per la gloria di Dio" (Rm 15, 7). Ci accoglieremo vicendevolmente se cercheremo di avere gli stessi sentimenti, sopportando l'uno il peso dell'altro e conservando "l'unità dello spirito nel vincolo della pace" (Ef 4, 2-3). Allo stesso modo Dio ha accolto anche noi in Cristo. Infatti è veritiero colui che disse: Dio ha tanto amato il mondo da dare per noi il Figlio suo (cfr. Gv 3, 16). Cristo fu sacrificato per la vita di tutti e tutti siamo stati portati dalla morte alla vita e redenti dalla morte e dal peccato. Cristo si è fatto ministro dei circoncisi per dimostrare la fedeltà di Dio. Infatti Dio aveva promesso ai progenitori degli Ebrei che avrebbe benedetto la loro discendenza e l'avrebbe moltiplicata come le stelle del cielo. Per questo Dio, il Verbo che crea e conserva ogni cosa creata e dà a tutti la sua salvezza divina, si fece uomo e apparve visibilmente come tale. Venne in questo mondo, nella carne non per farsi servire, ma piuttosto, come dice egli stesso, per servire e dare la sua vita in riscatto per tutti (Mc 10, 45).     

In punto di morte...

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