Sabato della Quarta Settimana di Avvento (Anno A)
Messa vespertina della Vigilia
1) Preghiera
O Padre, che ci allieti ogni anno con lattesa della nostra redenzione, concedi che possiamo guardare senza timore, quando verrà come giudice, il tuo unigenito Figlio che accogliamo in festa come redentore.
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2) Lettura: Isaia 62, 1 - 5
Per amore di Sion non tacerò, per amore di Gerusalemme non mi concederò riposo, finché non sorga come aurora la sua giustizia e la sua salvezza non risplenda come lampada.
Allora le genti vedranno la tua giustizia, tutti i re la tua gloria; sarai chiamata con un nome nuovo, che la bocca del Signore indicherà. Sarai una magnifica corona nella mano del Signore, un diadema regale nella palma del tuo Dio. Nessuno ti chiamerà più Abbandonata, né la tua terra sarà più detta Devastata, ma sarai chiamata Mia Gioia e la tua terra Sposata, perché il Signore troverà in te la sua delizia e la tua terra avrà uno sposo. Sì, come un giovane sposa una vergine, così ti sposeranno i tuoi figli; come gioisce lo sposo per la sposa, così il tuo Dio gioirà per te.
3) Riflessione su Isaia 62, 1 - 5
● È ancora Isaia a profetizzarci la nascita nella carne di un Dio Salvatore Universale, che raggiungerà la nostra storia nelle vestigia di un Bambino chiamato Principe della pace, Consigliere Ammirabile, Dio forte, nonché Padre per sempre.
Il profeta fa cenno al passaggio dalle oscurità delle tenebre al loro progressivo diradarsi per l'intervento graduale della Luce. Questa dicotomia, già presente nella creazione quanto alla contrapposizione fra la luce e le tenebre, il giorno e la notte, viene qui riportata per contrapporre la realtà ostile e refrattaria dell'uomo disperso nelle tenebre dell'errore, alla nuova dimensione di pace e di salvezza apportata dalla Luce, che risolleva l'uomo dalla sua perdita. In questo persistere dell'oscurità e delle tenebre, nel suo vagare disorientato nel peccato e nella fallacia e nella perversione, il popolo, cioè l'umanità, ha visto la Luce. E ha trovato orientamento. Tutto questo è avvenuto in un Bambino, le cui caratteristiche sono quelle della divinità, così come le descrive il profeta medesimo. Certamente il passo è allusivo a una precisa situazione storica e prevede la nascita di un re terreno, ma il messaggio di Isaia si estende oltre e il suo annuncio non può non definirsi messianico, cioè allusivo alla nascita del vero Re che porta la pace in tutto il mondo: questo Bambino viene definito Re universale e Padre Eterno., e questo ci da' l'idea del vero Dio di cui ci parlerà più speditamente Gesù Cristo: il Dio Uno e Trino. Sia pure indirettamente, Isaia ci preannuncia il mistero di Dio Padre Eterno che per opera dello Spirito Santo si incarna nel suo Figlio. Gesù Figlio di Dio è infatti l'eternità che entra nel tempo, il Definitivo che assume il provvisorio, la Totalità che entra nella parte. Dio infinito, eterno e incorruttibile insomma si fa uomo e per di più Bambino.
● Isaia nella prima lettura, ci parla del rapporto di Dio con il popolo d'Israele: c'è un cambio di situazione, ora diventa una storia d'amore e promette che la sua terra non sarà abbandonata, né sarà devastata, ma "sposata" dal Signore. Ci invita quindi a non lasciarci trascinare dagli eventi, ma a difendere con coraggio i valori, soprattutto quello della famiglia e a confidare nel Signore che, come ci dice il Salmo, è Lui che sorregge il mondo affinché non vacilli.
Isaia con insistenza e con urgenza (...per amore di Sion non tacerò, per amore di Gerusalemme non mi concederò riposo...) ci indica la ricerca della giustizia della salvezza come l'impegno più pressante per manifestare la gloria di Dio a tutti i popoli e dare dignità e felicità alla (sua) Terra, felicità condivisa con Dio stesso, come una sposa con il suo sposo
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4) Lettura: Vangelo secondo Matteo 1, 1 - 25
Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esrom, Esrom generò Aram, Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmon, Salmon generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, Iesse generò il re Davide.Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Urìa, Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abìa, Abìa generò Asaf, Asaf generò Giòsafat, Giòsafat generò Ioram, Ioram generò Ozìa, Ozìa generò Ioatàm, Ioatàm generò Àcaz, Àcaz generò Ezechìa, Ezechìa generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosìa, Giosìa generò Ieconìa e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia. Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconìa generò Salatièl, Salatièl generò Zorobabele, Zorobabele generò Abiùd, Abiùd generò Eliachìm, Eliachìm generò Azor, Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd, Eliùd generò Eleàzar, Eleàzar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo.
In tal modo, tutte le generazioni da Abramo a Davide sono quattordici, da Davide fino alla deportazione in Babilonia quattordici, dalla deportazione in Babilonia a Cristo quattordici.
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa «Dio con noi». Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato langelo del Signore e prese con sé la sua sposa; senza che egli la conoscesse, ella diede alla luce un figlio ed egli lo chiamò Gesù.
5) Riflessione sul Vangelo secondo Matteo 1, 1 - 25
● Uomo di Dio, tale è il salvatore di cui avevamo bisogno. Soltanto Dio è la salvezza dell’uomo, ma Dio non vuole salvare l’uomo dall’esterno; ecco perché si fa uomo.
È questo il duplice messaggio che ci affida lo splendido testo di san Matteo.
Uomo discendente da una lunga stirpe di persone, oggetto della promessa, tale è il salvatore dell’uomo. Dal giorno in cui Dio riprende contatto con lumanità nella persona di Abramo, fino a questa giovane fanciulla di Nazaret chiamata Maria, Dio si dedica con pazienza a questopera, prepara la venuta nella nostra carne del suo Figlio unigenito.
La genealogia riportata da san Matteo è la genealogia della fedeltà di Dio. Tutte queste persone tracciano la storia di Israele. Sono portatrici della promessa. Le infedeltà di molti di loro mettono in luce la fedeltà di Dio. È da un popolo di peccatori che sorgerà il salvatore. Perché egli viene a salvare proprio il peccatore. Facendosi uomo, egli appartiene alla loro stirpe e, dallinterno della loro stirpe, li vuole salvare, assumendosi il loro peccato senza esserne macchiato: Egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati.
Ma: Quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo.
Il ritmo della genealogia si spezza. Se occorreva che luomo fosse salvato dallinterno dellumanità, non poteva esserlo che grazie a Dio. E, brevemente, Matteo sottolinea qui lorigine divina del Salvatore degli uomini: Egli è generato dallo Spirito Santo. Dio è molto più fedele di quanto luomo potesse immaginare. Lasciamo allora la parola a Ireneo di Lione: Il Signore ci ha dato un segno dal profondo degli inferi e lassù in alto (Is 7,11) senza che luomo osasse sperarlo. Come avrebbe potuto aspettarsi di vedere una vergine partorire un figlio, di vedere in questo figlio un Dio-con-noi, che sarebbe sceso nel profondo, sulla terra, per cercare la pecorella smarrita, cioè la creatura che egli aveva plasmato, e sarebbe poi risalito per presentare al Padre suo questo uomo ritrovato?” (Contro le eresie, III, 19,3).
● Con questo brano si apre il vangelo di Matteo. Insieme a Luca questo evangelista vuole raccontarci qualcosa riguardo alla nascita e all'infanzia di Gesù. Matteo comincia ancora prima, con la genealogia di Gesù. Suo intento è quello di avvisarci che Gesù si immette realmente nella storia del popolo eletto di Dio. È una storia lunga che parte da Abramo e passa per il re Davide e la deportazione in Babilonia. Gesù ricapitola tutta questa storia, fatta di luci e di ombre, di personaggi famosi e di gente oscura, di cui non sappiamo niente. Nella seconda parte di questo brano invece Matteo ci spiega come si sono svolti i fatti del concepimento di Gesù. Il personaggio centrale di questo racconto di Matteo è Giuseppe. Dopo aver stabilito la paternità davidica legale di Gesù attraverso Giuseppe, Matteo spiega anche come fosse possibile che Gesù oltre ad essere figlio di Davide fosse anche figlio di Dio, e questo sin dal suo concepimento.
● 1 Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo.
Per noi solitamente la genealogia ha un interesse storico/antiquario. Per gli antichi ha una funzione domestica, politico-legale o religiosa, che ha i suoi influssi sul presente, non sul passato. Lo scopo fondamentale della genealogia di Gesù in Mt 1,1-17 è chiaro: Gesù è il figlio di Davide ed è figlio di Abramo, ed è nato al momento più opportuno per la storia di Israele. Per la comunità di Matteo serviva a legare saldamente Gesù alla storia del popolo di Dio.
Ciò che traduciamo con genealogia è in realtà libro delle origini. Si ricollega al v. 18: così fu generato Gesù Cristo, in cui si usa un termine simile. I protagonisti principali di questo libro sono Gesù Cristo, Davide e Abramo. I soggetti sono ricordati in senso ascendente, per collegare Gesù alla discendenza regale di Israele (Davide) e poi al capostipite del popolo eletto (Abramo). Gran parte della genealogia di Matteo si rifà a 1Cronache 1-2 e a Rt 4,18-22.
● 2 Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli,
Il verbo greco egennesen (generare) ha forma attiva: diede vita. La genealogia è di tipo lineare, cioè traccia la discendenza diretta da Abramo a Gesù. La genealogia di tipo segmentato invece segue i diversi rami genealogici all'interno della stessa generazione.
La genealogia comincia dunque dai primi tre patriarchi, Abramo, Isacco e Giacobbe. Cita poi Giuda e i suoi fratelli, per ricordare la struttura del popolo di Israele, suddivisa in dodici tribù. Ciò mette in relazione Gesù con "tutto Israele".
La prima parte della genealogia si ispira a 1Cronache 1-2.
● 3 Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esrom, Esrom generò Aram,
I nomi da 1,2 a 1,6a sono ripresi da 1Cr 2,1-5 e da Rt 4.
Nella genealogia di Matteo compaiono cinque donne. È una cosa inusuale ricordare le madri nelle genealogie. Ovviamente è una cosa voluta. Queste cinque donne hanno in comune il fatto di essere delle "irregolari", due (forse tre) sono straniere, una è una prostituta, due hanno concepito in situazioni non molto legali. Tutte hanno preparato il campo alla nascita anomala di Gesù, che sarà descritta nel brano seguente alla genealogia.
Tamar dunque è la prima di queste "irregolari". Era nuora di Giuda, ma era rimasta vedova senza aver avuto figli. Travestitasi da prostituta riuscì ad unirsi a Giuda e a dargli una discendenza: i due gemelli Fares e Zara (Gn 38,29-30).
● 4 Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmon,
Secondo Nm 2,3; 7,12 Nasson figlio di Aminadab era il capo di Giuda durante la peregrinazione nel deserto. Secondo Es 6,23 sua sorella Elisabetta sposò Aronne, sacerdote e fratello di Mosè.
● 5 Salmon generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, 6Iesse generò il re Davide.
Molto probabilmente Racab è la prostituta di Gerico che aiutò le spie del popolo di Israele a fuggire dalla città (Gs 2). Però il fatto che Racab fosse la madre di Booz non ha riscontri nell'Antico Testamento.
Rut è la straniera la cui storia è narrata nel libro di Rut. Anche Rut è una "irregolare" all'interno della genealogia, in quanto proveniente da Moab.
Di Iesse padre di Davide si parla in 1Sam16. Al nome di Davide si aggiunge l'appellativo di re. È il primo e l'unico in questa lista di nomi, per indicare che con lui la storia di Israele compie una svolta significativa.
● 6 Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Uria,
Il materiale per la seconda parte della genealogia è attinto da 1Cr 3,5.10-17. La storia dell'adulterio di Davide e Bersabea e dell'uccisione di Uria è narrata in 2Sam 11-12. Uria non faceva parte del popolo ebreo, forse nemmeno Bersabea.
● 7 Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abia, Abia generò Asaf,
La storia di Salomone è narrata in 1Re 1-11. Durante il regno di Roboamo suo figlio, il regno di Israele si divise in due, il regno del nord con 11 tribù passò con Geroboamo, solo la tribù di Giuda rimase a Roboamo (1Re 12). Di Roboamo si parla poi in 1Re 14,21-30. Sia Roboamo che il figlio Abia non furono fedeli al Signore, ma Dio li risparmiò solo per riguardo a Davide. Di Abia si parla in 1Re 15,1-8). Il re Asaf si trova citato nel sottotitolo di diversi salmi. Di lui si dice che promosse la distruzione degli idoli. Se ne parla in 1Re 15,9-24.
● 8 Asaf generò Giòsafat, Giòsafat generò Ioram, Ioram generò Ozia,
Di Giosafat si parla in 2Cr 17 e 1Re 22. Giosafat strinse alleanza con il re di Israele Acab, il re criticato dal profeta Elia. Del figlio di Giosafat, Ioram si parla in 2Re 8,16-24. Dopo Ioram, secondo 1Cr 3,11-12, ci sono stati i re Acazia, Ioas e Amazia. Secondo alcuni commentatori Matteo li avrebbe omessi deliberatamente perché sono quelli che ebbero dei rapporti con la famigerata Atalia (2Re 11-14). Molto probabilmente si tratta di una svista a causa della somiglianza di suono e di scrittura tra Acazia e Ozia. L'omissione potrebbe essere anche dovuta alla necessità di mantenere il numero 14 per le tre parti della genealogia.
● 9 Ozia generò Ioatàm, Ioatàm generò Acaz, Acaz generò Ezechia,
Il figlio di Amazia, Ozia, con il quale riprende la nostra genealogia, in alcune pagine del libro dei Re ha nome Azaria (1Re 15,1-7). Di Ioatam (Iotam) suo figlio si parla in 2Re 15,32-38. Anche di Ozia si dice che fu retto davanti al Signore, ma che non fece scomparire i luoghi sacri sulle colline. Acaz fu il re che ebbe a che fare con il profeta Isaia e al quale venne fatta la famosa profezia della vergine che avrebbe concepito e partorito un figlio (Is 7,10-16. La profezia riguardava Ezechia suo figlio). Di lui si parla in 2Re 16,1-19.
● 10 Ezechia generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosia,
Ezechia fu re giusto e fedele al Signore. Se ne parla in 2Re 18-20. Suo figlio Manasse invece ripristinò i culti idolatrici. Anche Amon suo figlio seguì la stessa condotta, di loro si parla in 2Re 21. Matteo chiama Amon Amos. Si tratta certo di una svista. Non sembra plausibile, come alcuni sostengono, che Matteo abbia voluto inserire nella genealogia il nome del profeta Amos per darle una sfumatura profetica.
● 11 Giosia generò Ieconia e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia.
Giosia promosse i restauri del tempio di Gerusalemme. Durante i lavori venne ritrovato il libro della Legge. Giosia lo fece leggere in pubblico e promosse una riforma religiosa. Cf. 2Re 22-23. In realtà Giosia era il nonno e non il padre di Ieconia. Giosia era padre di Ioiakim, che a sua volta fu padre di Ieconia. Con Ieconia si ebbe la caduta di Gerusalemme in mano a Nabucodonosor e la deportazione in Babilonia. Di questi fatti si parla in 2Re 24.
● 12 Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconia generò Salatièl, Salatièl generò Zorobabele,
Secondo 1Cr 3,17-19 Salatiel era figlio di Ieconia ma non padre di Zorobabele (figlio invece di Pedaia, fratello di Salatiel). Diversi altri testi invece sono concordi con Matteo.
● 13 Zorobabele generò Abiùd, Abiùd generò Eliachìm, Eliachìm generò Azor,
Zorobabele è l'ultimo personaggio nella genealogia di Gesù per il quale si trovano riscontri nell'AT. Gli altri personaggi sono sconosciuti e sono diversi da quelli riportati nella genealogia di Luca 3,23-27. Tra i figli di Zorobabele riportati in 1Cr 3,10-20 non figura Abiùd.
● 14 Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd, 15Eliùd generò Eleazar, Eleazar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe,
Attraverso 8 generazioni di sconosciuti dunque, la dinastia davidica arriva a Giuseppe. Secondo Luca 3,34 il padre di Giuseppe si chiamava Eli. Luca fa risalire l'ascendenza di Giuseppe attraverso Zorobabele e Salatiel a Natam figlio di Davide.
● 16 Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo.
Per la legge ebraica era il padre a dare un nome e a inserire in una discendenza i propri figli. Quindi è ovvio che la genealogia interessi Giuseppe. Fu lui il padre legale di Gesù. Matteo ci tiene però a precisare che egli era solo lo sposo legittimo di Maria e non il padre naturale. Nel brano seguente ci spiegherà meglio come andarono le cose. Matteo ci dice anche che Gesù fu chiamato Cristo, cioè l'unto, il Messia. Questo titolo gli venne riconosciuto però solo dopo la risurrezione.
● 17 In tal modo, tutte le generazioni da Abramo a Davide sono quattordici, da Davide fino alla deportazione in Babilonia quattordici, dalla deportazione in Babilonia a Cristo quattordici.
Al termine della genealogia Matteo ci svela il valore simbolico di questa lista. Ci sono tre gruppi di antenati, in numero di 14 per gruppo. Per alcuni questo numero deriva dalla somma dei numeri del nome di Davide. Molto più probabilmente Matteo l'ha scelta perché è un multiplo di 7.
La genealogia di Gesù ripercorre così tutta la storia di Israele, a partire dalla sua nascita, da Abramo. In essa ritroviamo la storia della salvezza, con le sue luci e le sue ombre, costruita anno dopo anno attraverso la misericordia di Dio e i mezzi limitati degli uomini, con i loro pregi, ma anche attraverso i loro peccati. Proprio in questa storia si è immesso Gesù e ha portato la salvezza anche a tutti i suoi antenati nella carne e nella fede.
● 18 Così fu generato Gesù Cristo:
Letteralmente questa frase sarebbe: Ora la genesi di Gesù era così. La parola greca ghénesis ha due significati: "origine, generazione", ma anche "nascita". Come abbiamo visto, la stessa parola si trova in Mt 1,1 e in quel caso è nel primo senso; qui al v. 18 si può intendere nel secondo significato, come "la nascita di Gesù avvenne così", ma anche nel primo significato; infatti ciò che si narra in questo brano non è tanto la nascita di Gesù, ma il suo concepimento, la sua "origine" dallo Spirito Santo.
Sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo.
Maria era fidanzata a Giuseppe. Il diritto matrimoniale ebraico distingue tra il fidanzamento e le nozze. Ma il fidanzamento (come per i greci e i romani) era molto impegnativo. Dal punto di vista giuridico i due fidanzati erano già di fatto sposi e per sciogliere il fidanzamento ci voleva un atto formale di divorzio.
Maria prima che andassero ad abitare insieme "si trovò incinta". Questa espressione indica lo stupore della scoperta. Matteo poi ci informa che ciò avvenne per opera dello Spirito Santo.
● 19 Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Per Matteo e per noi la causa della maternità di Maria è ormai un dato assodato, ma ciò non era così ovvio per Giuseppe. La narrazione ci dà il senso di una verità che ha dovuto farsi strada poco per volta nella mente dello sposo di Maria, e ciò non senza contrasti. Giuseppe era giusto, cioè osservante della legge, e non voleva "esporla all'infamia". Secondo Deuteronomio 22,23-27 in una situazione del genere la sposa doveva essere rimandata da suo padre e lapidata dagli uomini della città per la disgrazia che aveva gettato sulla casa paterna. Non si sa fino a che punto tali prescrizioni venissero attuate e fossero ancora in uso ai tempi di Giuseppe e Maria. Comunque il verbo deigmatizo è chiaro. Sconosciuto agli scrittori greci, viene usato nel NT soltanto qui e in Col 2,15 e significa esporre pubblicamente, offrire in spettacolo come esempio negativo. Quindi Maria forse non sarebbe stata lapidata, ma di certo sarebbe stata esposta alla pubblica infamia.
Il divorzio invece, pur essendo un atto legale, richiedeva solo la presenza di due testimoni e avrebbe potuto essere realizzato con maggiore segretezza.
● 20 Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: "Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo;
Giuseppe stava ancora pensando, evidentemente non convinto del modo in cui aveva pensato di risolvere la questione. L'espressione è forte "essendogli passati per la mente questi pensieri". Egli è agitato da molti pensieri e non ha ancora trovato una soluzione. Ecco che gli appare un angelo in sogno. L'angelo è un personaggio biblico usato quando entrano in gioco particolari rivelazioni divine. Matteo è l'unico autore neotestamentario che ricorre alle rivelazioni divine durante il sonno (e vi ricorre per ben sei volte).
L'angelo prima di tutto raccomanda a Giuseppe di non temere: è un invito a superare la sua paura, il suo turbamento, segnala la via di uscita alla sua ansia. Egli lo esorta a prendere Maria come sposa e gli spiega il motivo per cui Maria sia incinta. Molto probabilmente la fede della chiesa primitiva nella verginità di Maria, che il nostro testo afferma con forza, fu la causa del sorgere di testi giudaici denigratori (piuttosto tardi) secondo cui Gesù era un figlio illegittimo di Maria; un eco di queste accuse sarebbe anche in Gv 8,41 dove i giudei rinfacciano a Gesù: "noi non siamo figli di prostituzione".
● 21 ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati".
Qui l'angelo indica a Giuseppe il suo compito. Sarà lui a dare un nome al bambino, a prendersi cura di lui come il padre legale. In questo modo assicurerà a Gesù anche la discendenza davidica, che si trasmetteva tramite il padre. Il versetto indica il significato del nome con cui dovrà essere chiamato il bambino. Jeshua Gesù, vuol dire "il Signore salva". Matteo cita in modo implicito il salmo 130,8: "Egli redimerà Israele da tutte le sue colpe", dove il soggetto della frase è Dio. Qui invece il soggetto è Gesù stesso, sarà lui a salvare il popolo, è lui il Messia.
● 22 Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
Con queste parole si introduce in modo solenne la citazione dell'Antico Testamento che sta per compiersi. È questa la prima profezia di adempimento delle numerose disseminate nel vangelo di Matteo. Con queste citazioni l'evangelista sottolinea la continuità tra la tradizione biblica e gli avvenimenti della vita di Gesù.
● 23 Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa Dio con noi.
La citazione è Isaia 7,14 in cui l'ebraico alma "giovane donna", viene tradotto con parthenos "vergine" nella bibbia greca dei LXX. La giovane donna di Isaia 7,14 era la moglie del re Acaz, la quale, in un momento di particolare crisi del regno di Giuda, avrebbe partorito un figlio (probabilmente il futuro re Ezechia) e ciò sarebbe stato un segno della benedizione di Dio verso il suo popolo.
Matteo poi rettifica la profezia che riporta il nome di Emmanuele, ricordandone il significato. Questo "Dio con noi" (Is 8, 8-10) è il punto di partenza dell'arco che abbraccerà tutto il vangelo di Matteo fino a 28,20 "Ecco, io sono con voi fino alla fine del mondo".
● 24 Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.
Giuseppe dopo il sogno prese dunque la sua sposa, cioè la riconobbe legalmente come sua moglie e riconobbe il bambino nato da lei come suo figlio legittimo.
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6) Per un confronto personale
- Ricolma del tuo Spirito la santa Chiesa e fa che, celebrando la nascita del tuo Figlio Gesù, cresca nella carità, e ogni uomo possa attingervi pace, consolazione e gioia. Noi ti preghiamo?
- Rafforza la fede dei nostri pastori e fa che il loro ministero raggiunga il cuore di ogni uomo, e ciascuno riconosca il tuo Figlio che viene come unico Salvatore. Noi ti preghiamo?
- Conforta lumanità oppressa e disorientata e fa che cresca la fede nel tuo Figlio, perché con il suo sostegno ogni persona ritrovi fiducia nella vita. Noi ti preghiamo?
- Guarda le moltitudini di poveri, indifesi e abbandonati e fa che ricevano premurose cure, perché non si ripeta nel nostro tempo la mancata accoglienza del tuo Figlio. Noi ti preghiamo?
- Assisti e accompagna noi qui riuniti e fa che ci apriamo alla grazia di questo Natale, perché la nostra vita divenga semplice, umile e accogliente. Noi ti preghiamo?
- Nelle difficoltà della vita cosa facciamo, ci diamo da fare secondo le nostre capacità o aspettiamo l'intervento degli altri o divino? Noi facciamo cosa possiamo fare (riempite le giare), anche se non capiamo, nella speranza che l'acqua si trasformerà in vino buono?
- Nelle varie situazioni della vita ognuno può avere un suo criterio di giudizio e una sua responsabilità: come riusciamo a gestirli?
- Proviamo a leggere questo brano nell'ottica della revisione di vita: cosa ci dicono l'attenzione di Maria, l'intervento di Gesù e l'agire dei servi ribaltati nelle vicende della nostra vita?
7) Preghiera finale: Salmo 88
Canterò per sempre lamore del Signore.
«Ho stretto unalleanza con il mio eletto,
ho giurato a Davide, mio servo.
Stabilirò per sempre la tua discendenza,
di generazione in generazione edificherò il tuo trono».
Beato il popolo che ti sa acclamare:
camminerà, Signore, alla luce del tuo volto;
esulta tutto il giorno nel tuo nome,
si esalta nella tua giustizia.
«Egli mi invocherà: Tu sei mio padre,
mio Dio e roccia della mia salvezza.
Gli conserverò sempre il mio amore,
la mia alleanza gli sarà fedele».

