Sei tu colui che deve venire?
Mercoledì della terza settimana
La Parola del Signore
…è ascoltata
In quel tempo, Giovanni chiamati due dei suoi discepoli li mandò a dire al Signore: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Venuti da lui, quegli uomini dissero: «Giovanni il Battista ci ha mandati da te per domandarti: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”». In quello stesso momento Gesù guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi e donò la vista a molti ciechi. Poi diede loro questa risposta: «Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciata la buona notizia. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».
…è meditata
Certo che questa domanda di Giovanni mi giunge proprio inattesa. Ti aveva riconosciuto, aveva lasciato che ti seguissero tra i migliori dei suoi discepoli, e ora manda qualcuno a farti questa domanda: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Deve essere stata una prova davvero grande, per lui, trovarsi, prossimo alla fine dei suoi giorni, imprigionato da Erode, e sentirsi assalito da questo dubbio terribile. Giovanni si era sempre mostrato coerente con quello che era e per questo aveva continuato la sua missione, aveva continuato a battezzare e difendere il suo popolo da ciò che non riteneva giusto, come l’unione illecita di Erode con la moglie del fratello. Ci deve essere stato qualcosa però di te che non è riuscito a capire pienamente. Bisogna ammettere che capirti non è affare da poco e forse lo stesso Giovanni, il più grande dei nati da donna, non ci era ancora arrivato del tutto. Poi però la tua risposta deve averlo tranquillizzato e avrà potuto chiudere gli occhi a questo mondo in pace con se stesso. Certo, il tuo modo di essere, il modo in cui interpreti la giustizia insieme alla misericordia, non è per nulla facile da capire. Talvolta troppo concentrati su quello che crediamo sia giusto, dimentichiamo la misericordia, la possibilità di prenderci cura di chi ha sbagliato. Tu però sembri dirci che, alla fine, sono questi i segni della tua venuta: quando i poveri, i deboli, i disabili in ogni senso, i fragili, sono curati e guariti e proprio a loro viene annunciata la buona notizia di essere amati da Dio. Non finirò mai di correggere i miei giudizi affrettati, le soluzioni approssimative che la mia mente, e i messaggi che sento, propongono mentre siedo a casa mia, davanti ad uno schermo o chiacchiero con qualcuno.
…è pregata
Tranquillizzami Signore quando non ti capisco, mostrami tu stesso i segni che davvero sei tu colui che aspettavo e non altri, manda la Madre tua a darmi il coraggio della misericordia, a farmi stare dalla parte dei più poveri, per ascoltare con loro, come loro, che tu ci ami tutti, nessuno escluso.
…mi impegna
Anche oggi non devo aspettare che venga Natale per decidere di crescere nella bontà, nella generosità, per uscire dai miei schemi mentali, dalle mie ragioni, allora scelgo un’opera di misericordia che segni in modo deciso questo tempo d’attesa e di amore.

