Signore, mi affido a te!

Sant'Alfonso Maria de' Liguori, (1696-1787), vescovo e dottore della Chiesa - Di che cosa parlare con Dio?

giugno 30 , 2020
Non dispiace a Dio che qualche volta ti lamenti dolcemente con lui. Non temere di dirgli: "Perché, Signore, sei andato lontano?" (cf. Ps 9, 22 LXX) Sai bene che ti amo e che non voglio altro che il tuo amore. Per carità, aiutami, non abbandonarmi". Se la desolazione si prolunga e la tua angoscia diviene impossibile, unisci la tua voce a quella di Gesù, di Gesù morente agonizzante sulla croce; dì, implorando la pietà divina: "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?" (Mt 27,46). Ma approfitta di questa prova, prima per abbassarti di più, ripetendoti che non si merita nessuna consolazione quando si è offeso Dio; poi, per aumentare la fiducia ricordando che qualsiasi cosa faccia o permetta Dio ha in vista solo il tuo bene e così "tutto coopera al bene" (cf. Rm 8,28) della tua anima. Più ti assillano turbamenti e scoraggiamento, più devi armarti di gran coraggio e gridare: "Il Signore è mia luce e mia salvezza, di chi avrò paura?" (Sal 27,1). Sì Signore, sei tu che mi illumini, sei tu che mi salverai; a te mi affido, "in te ho riposto la mia speranza; non sarò confuso in eterno" (Sal 31,2 LXX). Sii pertanto nella pace, certo che "nessuno che ha sperato nel Signore è rimasto confuso" (Si 2,11 Vg), nessuno si è perduto se ha riposto in Dio la sua fiducia.    

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