Stiamo in alto con Lui, salendo al Padre

San Massimo il Confessore (ca 580-662), monaco e teologo - Centuria sulla teologia II, n. 45-47

aprile 14 , 2020
Chi considera che il Signore è solo il Creatore degli esseri che sono nel divenire e la corruzione, non lo riconosce: vede in lui il giardiniere, come Maria Maddalena. Ecco perché, per il suo bene, il Maestro evita il contatto. Le dice: "Non mi trattenere", poiché ella non può ancora salire da lui presso il Padre. Sa che chi viene a lui presumendolo più in basso di quanto sia, si fa del male. Coloro che, venuti dalla Galilea, hanno chiuso le porte per paura dei giudei e si sono seduti nella stanza in alto, cioè coloro che, venuti dal paese delle rivelazioni, sono andati, per paura degli spiriti del male, a mettersi al riparo nelle altezze delle contemplazioni ed hanno chiuso i sensi come si chiudono le porte, ricevono Dio il Verbo di Dio, che è venuto da loro senza che sappiano come, che appare loro fuori della percezione dei sensi, dà loro l'impassibilità della pace, condivide con loro col soffio lo Spirito Santo, accorda loro di scacciare gli spiriti cattivi e mostra loro i simboli dei suoi misteri. Per coloro che cercano di conoscere il Verbo di Dio nella carne, il Signore non sale al Padre. Invece, per coloro che lo cercano nello Spirito con l'alta contemplazione, egli sale al Padre. Quindi, non tratteniamo sempre quaggiù Colui che, per noi, è venuto giù, nel suo amore per l'uomo, siamo invece in alto con lui, salendo verso il Padre, lasciando la terra e le cose della terra, affinché non dica anche a noi ciò che ha detto ai Giudei che non si erano lasciati guidare: "Dove vado io, voi non potete venire" (Gv 8,21). Poiché senza il Verbo è impossibile andare al Padre del Verbo.    

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