Ti benedica il Signore e ti custodisca
Il Signore faccia risplendere il suo volto e ti faccia grazia.
Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace
Questa preghiera di benedizione pronunciata dai sacerdoti di Israele nell’assemblea liturgica, e che ha aperto anche l’anno civile cristiano, sia il vero augurio di un 2021 aperto alla speranza, al desiderio di esserci, e alla possibilità e necessità di crescere in umanità.
Il 2020 ha segnato la vita di tanta gente, ha ferito nel profondo il cuore umano, ha spento tante attese di cose buone; ma come cristiani dobbiamo umilmente alzare lo sguardo e recuperare il nostro legame col Signore, perché con Lui è possibile ancora “sognare”, “inventare” un nuovo stile di vita, recuperare la credibilità che vale la pena ridimensionarci, smettendo di “scimmiottare” Dio, o lasciandolo ai margini della nostra vita.
Lasciati soli, creiamo soltanto guai.
Credendo di essere onnipotenti ci sbricioliamo e ci mettiamo l’uno contro l’altro, diventiamo miopi e vediamo sfuocato il futuro e chi lo abita.
Abbiamo bisogno di Dio, che ci tenga la mano sul capo, che ci faccia sentire il calore del suo amore.
Abbiamo bisogno di Dio non (tanto o solo) per elemosinare “grazie” a buon mercato per poi neanche ringraziare, ma per entrare nel suo modo di pensare e progettare una umanità capace di bontà, altruismo, collaborazione, che mette al centro l’uomo e la donna pronti a portare a pienezza la sua creazione.
Facciamoci custodi generosi di questo tempo che ci sta davanti.
Auguri.
Don Giancarlo

