V Domenica Tempo di Pasqua - Anno C

Sempre festa per chi ama come Gesù - Don Domenico Bruno

maggio 18 , 2025

Quando Giuda fu uscito [dal cenacolo], Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito.

Figlioli, ancora per poco sono con voi. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.

Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».

Avete mai provato ad aprire una porta e trovare dall’altra parte una festa a sorpresa? Gente che sorride, mani che ti salutano, abbracci che ti avvolgono… È così che immagino il comando di Gesù nel Vangelo di oggi: “Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi”. È come aprire una porta e scoprire che ci sono tante persone pronte ad accoglierti e farti festa perché si sono sentite amate da te e vogliono ricambiare accogliendoti nel loro amore.

Viviamo in un mondo dove spesso chiudiamo le porte agli altri, per paura di non essere capiti, di essere feriti o, semplicemente, per pigrizia. Oppure chiudiamo porte e rifugi a quanti scappano da paesi oppressivi e situazioni violente e ci barrichiamo nei nostri confini perché il diverso ci spaventa, lo avvertiamo come una minaccia. E intanto grida aiuto e noi lo ignoriamo. Siamo diventati un po’ esperti nell’arte di mettere barriere, come il ghosting che pratichiamo sui social…

Eppure, quando Gesù ci dice di amarci come Lui ci ha amati, ci chiede di rischiare, di aprire quella porta, di accogliere, di non tirarci indietro e di non nasconderci. Non si tratta solo di essere gentili o educati. No, è molto di più. È aprire il cuore, lasciare entrare la luce, anche se ci sono ombre.

La Pasqua è proprio questo: una porta spalancata sulla vita nuova. La croce sembrava una chiusura definitiva, e invece è diventata il varco verso una gioia impensabile. Quante volte pensiamo che certe ferite non guariranno mai, e poi arriva quella mano tesa, quel sorriso… e tutto cambia! Non è irrazionale sperare così? Forse sì, ma questo è il paradosso dell’amore cristiano: credere nella risurrezione anche quando tutto sembra morto.

Nella prima lettura (At 14,21b-27) vediamo come l’annuncio del Vangelo apre porte anche nei cuori più lontani. E nella seconda (Ap 21,1-5a), Dio promette un mondo nuovo, senza lacrime. La sfida è vivere come se quel mondo fosse già qui, nelle nostre relazioni, nei nostri gesti.

Pensiamo alle amicizie di oggi: quanto è facile chiudersi, smettere di fidarsi, lasciare che il rancore prenda il sopravvento. E invece l’amore di Cristo ci insegna a ricominciare, a perdonare anche quando sembra impossibile.

Quali porte tieni chiuse al tuo cuore? C’è qualcuno che sta bussando e tu stai facendo finta di non sentire?

Oggi apriamo quella porta. Lasciamo che l’amore pasquale ci attraversi e ci rinnovi, solo così potremo imparare a compiere nuovi passi e a rendere festosa la nostra vita e quella di qualcun altro.

don Domenico Bruno

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