Vegliate!

I Domenica di Avvento

novembre 29 , 2020

La Parola del Signore

…è ascoltata

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».

…è meditata

Oggi inizio con tutti i fedeli, miei fratelli e sorelle nella Chiesa, il tempo di Avvento: “la venuta del Signore”. Lo inizio in questo strano periodo della nostra vita, insieme anche a tutte le persone del mondo, anche loro miei fratelli e sorelle. Mai forse siamo stati così vicini tutti, così simili, seppure costretti a “tenerci lontani”, a temere di toccarci o respirare la stessa aria. Se guardo negli occhi chi incontro per strada, riconosco la medesima incertezza e talvolta l’angoscia per il futuro che ormai prende sempre più spazio nella mia mente. Allora mi fermo e lascio risuonare dentro di me la tua Parola, il tuo richiamo: «Vegliate!». Sì, è vero, mi sto assopendo, questa situazione, che si aggiunge a tutti i soliti problemi di ogni giorno, forse mi avvilisce, mi stordisce, e non mi accorgo di te che, proprio dal futuro che temo, vieni verso di me, verso di noi. Devo restare nella calma, come la sentinella nella notte, come il portiere della casa del vero Signore di questo mondo, che mi ha dato, con fiducia, solo un incarico, non mi ha poi chiesto molto: restare con gli occhi aperti. Non mi deve bastare ciò che dicono gli altri, devo vedere con i miei occhi, sì, devo cogliere i segni, tra tutte le notizie e gli eventi, le tue tracce mentre vieni nella nostra vita, riconoscere il tuo passo, il tuo sorriso di tenerezza e comprensione sulle nostre povertà. Devo abbandonare questo isolamento, per lanciarmi tra le tue braccia, non devo aver paura: Tu vieni per me, per noi tutti. Devo solo avere gli occhi aperti, per riconoscerti quando ti incontrerò per strada, quando scorgerò, sotto i panni di chi incrocia il mio cammino, il tuo cuore ancora trafitto che mi chiede consolazione e amore. Forse sei già qui ed io… devo “vegliare”.

…è pregata

Suscita in noi o Padre, la volontà di andare incontro con le buone opere al tuo Cristo che viene. Tieni aperti gli occhi del nostro cuore e non lasciare che le avversità, le incertezze e i dolori della vita, offuschino la nostra speranza e ci allontanino dagli altri. Mandaci ancora la Madre del tuo Figlio, la “Madre dell’attesa”, lei che si accorge sempre di quello che ci manca, come fece durante le nozze a Cana di Galilea, e viene in nostro soccorso, con la sua dolcezza e preghiera, per aprire le porte dei cuori all’avvento del tuo Figlio Gesù.

…mi impegna

Scelgo di stare un po’ di tempo in silenzio, con calma, in chiesa, o a casa, vicino alla finestra. Chiudo per qualche istante gli occhi, o volgo lo sguardo verso il cielo e recito dentro di me la preghiera di Maria e dei primi cristiani: “Maranatha, vieni Signore”. La ripeto pian piano fino a farla scendere nel cuore, nel profondo di me, poi riapro gli occhi o rientro con lo sguardo nella mia casa e scelgo cosa posso fare per dare una piccola gioia a chi mi sta accanto, o, se non ho alcuno con me, affido alle mani del Signore chi mi sta a cuore.

 

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