XXII Domenica TO – anno A

Commento al Vangelo di Don Domenico Bruno

agosto 30 , 2026

Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.

Gesù apre la via

E se la cosa che ci fa più paura fosse proprio quella che Gesù ci chiede di non evitare? A volte anche noi come Pietro vorremmo più bene a Gesù se la strada fosse facile e spedita, ma quando diventa difficile gli diciamo “No, questo non può succedere!”. Pietro non vuole che Gesù soffra, ma così rischia di mettersi davanti a Lui, di essere di inciampo, invece che di seguirlo e mettersi alla sua scuola. E Gesù gli dice: «Va’ dietro a me, Satana!». Non è un invito a scappare da Gesù, ma a tornare al posto del discepolo, cioè dietro, per seguirlo. È come se dicesse: “Non cercare di aprirmi la strada secondo i tuoi pensieri, lascia che sia io ad aprire la strada per te”. Anche Geremia nella prima lettura conosce questa fatica, infatti vorrebbe smettere, ma dentro di lui c’è un fuoco che non riesce a spegnere. E Paolo ci ricorda che seguire Dio significa lasciarci trasformare, cambiando il nostro modo di pensare. Anticamente chi veniva condannato alla crocifissione era costretto a portare verso il luogo dell’esecuzione almeno la parte trasversale della croce, il cosiddetto patibolo, per questo la croce era un’immagine concreta di peso, vergogna e morte. Gesù però cambia completamente il significato di quel peso: non ci chiede di portarlo da soli. Quando nelle amicizie, in famiglia o sui social qualcuno ci dice “non farlo”, “lascia perdere”, “pensa a te”, dobbiamo chiederci se questa voce mi aiuta a vivere secondo Dio oppure mi mette davanti a Gesù? Forse ciò che conta davvero nella nostra vita non è avere sempre bisogno di sapere dove andare, ma sapere chi seguire. E allora possiamo anche nasconderci dietro Gesù, lasciarlo andare avanti, mentre noi impariamo a mettere i piedi nelle sue orme. Se Lui apre la strada, la nostra croce non sarà mai l’ultima parola: dopo la croce, c’è la vita.

don Domenico Bruno

Comunità in cammino

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