« Entrò e le prese la mano »

San Cirillo d'Alessandria (380-444), vescovo e dottore della Chiesa - Commento al Vangelo di Giovanni, 4; PG 73, 560 (trad. cb© evangelizo)

luglio 08 , 2024
Dal momento che Cristo è entrato in noi con la sua carne, risorgeremo completamente; è infatti inconcepibile, anzi impossibile, che la vita non faccia vivere coloro nei quali si è introdotta. Come si ricopre un tizzone ardente con un mucchio di paglia per mantenere intatto il germe di fuoco, così nostro Signore Gesù Cristo nasconde la vita in noi con la sua carne e vi mette come un germe di immortalità che respinge tutta la corruzione che portiamo in noi. Quindi non soltanto con la sua parola egli opera la risurrezione dei morti. Per mostrare che il suo corpo è donatore di vita come abbiamo detto, tocca i cadaveri e mediante il suo corpo dona la vita a questi corpi già in via di decomposizione. Se il solo contatto della sua sacra carne rende la vita ai morti, quanto profitto trarremo dalla sua eucaristia vivificante quando la riceveremo! (...) Non basterebbe che la sola nostra anima fosse rigenerata per mezzo dello Spirito ad una vita nuova. Occorreva che anche il nostro corpo pesante e terreno fosse santificato dalla sua partecipazione a un corpo così consistente quanto il suo e della stessa origine, e così venisse chiamato all'incorruttibilità.     

La tradizione del lavoro femminile per beneficenza

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Oggi a Traversetolo l’Oratorio Parrocchiale di “Manodopera” o “delle Signore”, col proprio lavoro di cucito a scopo di beneficenza, non solo conferma l’intento al bene comune operato della parrocchia ma fornisce un sostegno quanto mai utile per le diverse necessità della comunità. Questa tradizione ha origine nel passato: furono le Figlie della Croce che, avendo tra le materie insegnate nel loro Collegio il ricamo, cucito, pittura ed...

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