Dalla parte di Cristo

Commento al Vangelo di Don Domenico Bruno

aprile 17 , 2025

Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto.

Ti sei mai chiesto perché i calciatori prima di entrare in campo si baciano le scarpe o fanno gesti strani con le mani? È il modo in cui si mettono “nelle mani” di qualcosa di più grande, anche solo scaramanticamente. Ma Gesù, nella sua ultima “partita”, non si bacia i piedi: li lava. E non i suoi, ma quelli degli altri. Uno a uno.

Inizia così la Messa in Cena Domini. Gesù non ci lascia una teoria, ma un gesto concreto. Non una predica, ma una carezza sui piedi sporchi di vita. E lo fa sapendo che uno lo tradirà, un altro lo rinnegherà, e gli altri… spariranno. Eppure ama fino alla fine (Gv 13,1). Fino in fondo. Fino all’ultima briciola di dignità.

È il contrario del mondo, dove “chi conta non serve” e chi si fa servo non viene contato. Invece Cristo prende il grembiule, come uno che pulisce i pavimenti. Cosa significa questo per noi oggi? Che l’amore vero non sta in grandi discorsi, ma nel chinarsi, quando tutto in noi vorrebbe stare in piedi, magari sopra gli altri.

Nella prima lettura sentiamo di una cena fugace, dove essere sempre pronti a partire, con il sangue a proteggere le case. Anche per noi la Pasqua è un passaggio, una liberazione: non dall’Egitto, ma da ciò che ci tiene schiavi oggi: orgoglio, rancori, aspettative che ci logorano.

San Paolo nella seconda lettura ci dice che ogni volta che spezziamo quel pane, annunciamo qualcosa: che l’amore ha mani, voce, carne. E si fa mangiare

Pensiamo alle nostre relazioni: quante volte ci rifiutiamo di “lavare i piedi” a chi ci ha ferito, a chi ci è antipatico, a chi ci ha tradito? Gesù invece fa proprio questo! Perché l’amore non è meritato. È donato.

Allora, questa Settimana Santa, scegli un gesto che “abbassa” il tuo orgoglio: “lava i piedi” a qualcuno… sostienilo, aiutalo, magari solo con lo sguardo, con un messaggio, con una scusa, con un abbraccio che non avevi voglia di dare.

Alla fine della vita, l’unica cosa che conta è quanto avremo amato davvero.

– E tu, in che modo oggi puoi “metterti il grembiule” come Cristo?

don Domenico Bruno

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