Domenica delle Palme: Passione del Signore anno A

Commento al Vangelo di Don Domenico Bruno

marzo 29 , 2026

Il traditore aveva dato loro un segno, dicendo: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo!». Subito si avvicinò a Gesù e disse: «Salve, Rabbì!». E lo baciò. E Gesù gli disse: «Amico, per questo sei qui!». Allora si fecero avanti, misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono.

Tradimento d’amore

Quante volte ci siamo sentiti traditi da un amico, o magari abbiamo tradito noi stessi con una promessa non mantenuta? Il Vangelo di oggi ci mette davanti proprio questa fragilità.
Guardiamo Gesù: ha appena mangiato con i suoi amici, i Dodici, e sa già che uno di loro lo tradirà, che in latino significa “consegnerà” ai nemici. E non solo Giuda! Quando arriva il momento difficile, tutti, anche Pietro che giurava fedeltà assoluta, lo abbandonano e fuggono. Tutti scappano via!
Ma la cosa più incredibile e che Gesù sa già tutto e, nonostante questo, non smette di amarli. Non si difende, non chiama legioni di angeli per scappare. Sceglie di rimanere lì. Sulla croce.
Spesso guardando al croce di Gesù rimaniamo come addormentati e stanchi… eppure a Gesù insieme a quella croce chiediamo di prendere anche tutte le nostre paure, i nostri errori, il nostro bisogno di sicurezza.
Isaia, nella prima lettura, descrive un servo che non si sottrae agli insulti, che offre la schiena a chi lo colpisce. Gesù fa proprio questo: prende su di sé tutto il nostro “no”, ma anche le nostre paure, tutta la nostra difficoltà di affidarci, tutto il nostro peccato che ci rallenta e ci rende meno amabili. E si lascia consegnare da noi ai suoi assassini.
E la cosa pazzesca è che proprio questo Suo farsi “consegnare” nelle mani degli uomini diventa il modo in cui Lui si consegna, invece, totalmente a noi. Non ci giudica per i nostri sonni profondi o per le nostre fughe; invece, ci ama con un amore così grande che si lascia anche tradire pur di non lasciarci soli.
Hai presente quando abbiamo paura di confessare qualcosa di sbagliato a qualcuno che amiamo per paura che non ci voglia più bene? Ecco, Gesù, invece, è l’unico che, anche se sa già tutto, continua ad amarci.
E se questo è vero, se il Suo amore è così infinito, perché non proviamo a “tradire” la nostra abitudine di fare tutto da soli e non ci “consegniamo” a Lui? Su quella croce di Gesù appoggiamoci pure noi, lasciamoci sostenere da Lui con tutta la nostra fragilità.
Forse proprio nell’abbandonarci alle Sue braccia scopriremo che la vita vera, quella piena di senso e di gioia. Non è importante non sbagliare mai, ma essere amati anche quando sbagliamo. Questo senso di amore ci permetterà di ritornare a Gesù, come ha fatto Pietro, piuttosto che prendere coscienza del nostro errore e lasciarci consumare dal senso di colpa che ci allontana ancora di più dal Signore credendo che non ci ami più e che non siamo buoni.
E a te? Che cosa impedisce oggi di arrenderti a questo amore che non conosce confini?

don Domenico Bruno

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