Gesù il volto di Dio.
Ss. Filippo e Giacomo, Apostoli - laparola.it
Quando, durante il tempo pasquale, celebriamo le ricorrenze degli Apostoli, ci capita di vivere un innalzamento del clima spirituale: gli episodi raccontati dal Vangelo, infatti, vengono confermati dalla testimonianza che gli Apostoli danno della loro vita. Il cristianesimo non è una teoria che raccoglie un insieme di idee e di valori e li proclama davanti agli uomini; non è una serie di precetti per rendere buona la gente e far funzionare il mondo. Il cristianesimo nasce da un fatto accaduto e garantito da testimoni oculari; il cristianesimo continua nella storia con lo stesso metodo, attraverso persone concrete che diventano segno di Cristo risorto. Non solo all’origine quindi, ma anche in seguito – anche oggi – il cristianesimo è un “fatto” che si manifesta e si riscontra nella vita delle persone.
Nella prima lettura Paolo dice che il cristianesimo è un “fatto” riconosciuto, annunciato e testimoniato da persone vive. Egli ricorda una serie di testimoni accreditati, tra i quali l’apostolo Giacomo, eletto come capo della Chiesa di Gerusalemme. Il brano del Vangelo di Giovanni conferma che Dio è venuto a manifestarsi in un “fatto” umano, visto e udito. Gesù parla e si muove, insegna e compie azioni straordinarie, con potenza e tenerezza. Egli parla del Padre suo con profondità e affetto. Gli apostoli lo ascoltano, comprendendo e non comprendendo. Filippo gli chiede: “Mostraci il Padre”. La risposta di Gesù brilla come un lampo: “Chi ha visto me ha visto il Padre”. In Gesù si manifesta il Padre nascosto dai secoli eterni: la sua azione, la sua potenza, il suo amore, la sua misericordia, il suo volto e il suo cuore. Chi vuole conoscere Dio, guardi Gesù. Gesù ci dice le parole che Dio ha da dirci; compie le opere che Dio compie per noi uomini e per la nostra salvezza. Nella persona, nelle opere e nelle parole di Gesù si rende visibile la gloria di Dio. Gesù dice: “Il Padre è in me e io sono nel Padre”: l’unità del Padre con il Figlio permane nel corso della sua vicenda terrena. Gli apostoli ne sono testimoni, e noi stessi continuiamo a vedere l’Eterno che si manifesta nella vita di Gesù e nella nostra stessa vita, poiché, come dice Gesù: “Chi crede in me anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi”. Gesù non permane nel tempo in modo esclusivamente “spirituale”, ma si rende visibile ed efficace nel volto, nel cuore e nell’azione della Chiesa. Questo è ciò che Gesù ha dichiarato ai discepoli e continua a dichiarare anche a noi che partecipiamo alla sua storia nella Chiesa.

