I beni temporali o l'eterna ricchezza?

Santa Caterina da Siena (1347-1380), terziaria domenicana, dottore della Chiesa, compatrona d'Europa - La Provvidenza della Misericordia, cap. XVI, n° 150 (trad. cb© evangelizo)

agosto 20 , 2024
[Santa Caterina ha sentito Dio dirle:] Ahimè! mia carissima figlia, vedi quale vergogna per questi uomini così miseramente avidi dei beni di questo mondo, che non seguono neppure le indicazioni della luce naturale, per acquisire il bene supremo ed eterno! Non fanno nemmeno quanto facevano i filosofi per amore della scienza. Questi, quando avevano capito che le ricchezze erano un ostacolo, se ne liberavano, gli uomini invece delle loro ricchezze fanno un dio, né più né meno! E' evidente che hanno più dolore per la perdita dei beni temporali, che di perdere me, il bene supremo, l'eterna ricchezza. A guardar da vicino, scoprirai che è nel desiderio disordinato, nella volontà senza regole di diventare ricchi, che è la fonte di tutti i mali. (...) Nel santo Vangelo, la mia Verità vi ha detto che era più facile ad un cammello entrare nella cruna di un ago che ad un ricco entrare nella vita eterna! I ricchi, sono loro che, per un attaccamento smisurato per i beni di questo mondo, possiedono o aspirano alle ricchezze. Ci sono molti, come vi ho detto, che, pur essendo poveri in realtà, per il loro attaccamento disordinato possiedono tuttavia il mondo intero con la volontà, se potessero, di diventarne padroni. Impossibile a loro di passare per la porta che è stretta e bassa; a meno che non gettino via il loro carico, togliendo dal cuore l'amore del mondo, e pieghino la testa con l'umiltà. Ora, è per questa porta che bisogna passare: non ce n'è un'altra che dia accesso alla vita. C'è sì una grande porta; ma è sull'eterna dannazione che si apre! Ed è per quella che questi ciechi vogliono passare, senza vedere la rovina verso cui vanno.     

Povere perpetue

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Fino a non molti anni fa i preti che non avevano con loro i familiari, tenevano presso di sé in canoni-ca, per le faccende domestiche, una “perpetua”: per antonomasia, dal personaggio omonimo dei Promessi Sposi, la donna di servizio di un sacerdote.L’aveva pure nel 1906 il parroco di Vignale don Luigi Zazzi (parroco a Vignale dal 2/7/1885 al 12/3/1907). Tre anni or sono – si legge sul giornale La Giovane Montagna dell’ottobre 1906 –...

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