Povere perpetue
Fino a non molti anni fa i preti che non avevano con loro i familiari, tenevano presso di sé in canoni-ca, per le faccende domestiche, una “perpetua”: per antonomasia, dal personaggio omonimo dei Promessi Sposi, la donna di servizio di un sacerdote.
L’aveva pure nel 1906 il parroco di Vignale don Luigi Zazzi (parroco a Vignale dal 2/7/1885 al 12/3/1907).
Tre anni or sono – si legge sul giornale La Giovane Montagna dell’ottobre 1906 – al Reverendo Ret-tore Zazzi furono rubate L. 160 e ne fu incolpata una certa Corradini Francesca, in quel tempo sua domestica. Tratta in arresto come una vile malfattrice, fu condannata prima a 20 mesi di reclusione, pena che poi le fu tolta in appello per mancanza di prove.
Ma l’onore era tolto, e un punto nero segnava la fronte di quell’umile campagnola. Pochi giorni or sono, quando meno s’aspettava, l’esplicita dichiarazione del reo venne a dar luce a quel nero pas-sato e a ridonare completamente quel resto di onestà che le era stato strappato.

