Il segno di Giona

San Cirillo di Gerusalemme (313-350), vescovo di Gerusalemme e dottore della Chiesa - Catechesi n° 20, 2; SC 126, 111 (trad. cb©evangelizo.org)

luglio 20 , 2026
Presi per mano, siete stati accompagnati alla santa piscina del divino lavacro, come Cristo deposto dalla croce nella tomba qui di fronte [in questa chiesa del Santo Sepolcro]. Qui foste interrogati uno ad uno se credevate nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, e voi avete fatto la salutare confessione di fede. Per tre volte siete stati immersi nell'acqua e per ciascuna delle tre ne siete riemersi, per simboleggiare i tre giorni della sepoltura di Cristo, imitando cioè con questo rito il nostro Salvatore che passò tre giorni e tre notti nel seno della terra... Prima immersi nella notte non vedevate nulla, riemergendo invece vi siete trovati in pieno giorno. Mistero della morte e della nascita, quest'acqua di salvezza è stata per voi tomba e madre... Evento al di là di ogni umana realtà e credibilità! In senso letterale, non siamo né veramente morti, né veramente sepolti, né veramente crocifissi; l'imitazione immaginaria di questi eventi esprime la vera realtà della nostra salvezza: Cristo veramente crocifisso, veramente sepolto, veramente risorto per elargirci tutti questi doni, perché partecipando all'imitazione della passione otteniamo la realtà della salvezza. O misericordia senza limiti! Cristo si è assoggettato ai chiodi che ne perforarono le immacolate mani e gli immacolati piedi, ai dolori della passione, perché io mi unisca, senza soffrirne le pene, alle sue sofferenze e goda i frutti della salvezza... Il nostro battesimo, lo sappiamo bene, non solo opera la purificazione dei peccati e ci procura il dono dello Spirito Santo, ma anche fa delle nostre sofferenze un prolungamento nel quotidiano di quelle cui andò storicamente incontro Cristo, nostro esempio. Lo disse chiaramente Paolo: «Ignorate che quanti siamo stati battezzati in Gesù Cristo siamo stati battezzati nella sua morte? Siamo stati sepolti con lui mediante il battesimo» ... Cristo ha veramente sofferto per noi e per la nostra salvezza; lo sappiamo bene, non ha patito in modo apparente. Che dobbiamo partecipare alla sua passione, lo dice Paolo con precisione: «Se infatti siamo stati intimamente uniti a lui a somiglianza della sua morte, lo saremo anche a somiglianza della sua risurrezione. » (Rm 6, 3-5).     

\"Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo...

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\"Noi abbiamo lasciato tutto\" (Mt 19,27). Cosa intende per \"tutto\"? Le cose esteriori e le cose interiori; ciò che possediamo ed anche la volontà di possedere; così non ci è rimasto assolutamente nulla. (...) E' per te che abbiamo lasciato tutto e siamo diventati poveri. Ma poiché tu sei ricco, ti abbiamo seguito perché, a nostra volta, tu ci renda ricchi. Ti abbiamo seguito, Te! Creature, abbiamo seguito il Creatore; figli, abbiamo...

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