La speranza della risurrezione ci viene data in Cristo

Sant'Atanasio (295-373), vescovo d'Alessandria, dottore della Chiesa - Trattato sull'incarnazione del verbo 10,14; PG 25,111-114, 119 (in "Letture cristiane per il nostro tempo", trad.adv@evangelizo.org)

giugno 03 , 2026
Perché è stato il Verbo di Dio a doversi incarnare e non qualcun altro? La Scrittura ce lo spiega con queste parole: "Conveniva infatti che Dio - per il quale e mediante il quale esistono tutte le cose, lui che conduce molti figli alla gloria - rendesse perfetto per mezzo delle sofferenze il capo che guida alla salvezza" (Eb 2,10). Ciò significa che la risurrezione dell'umanità dalla rovina in cui era caduta non spettava a nessun altro se non al Verbo di Dio che l'aveva creata in principio. Con il sacrificio del suo corpo, ha posto fine alla legge che ci opprimeva e ci ha rinnovato il principio della vita, donandoci la speranza della risurrezione. Infatti, se per mezzo degli uomini la morte ha dominato sugli uomini, è invece per l'incarnazione del Verbo di Dio che la morte è stata distrutta e la vita è risorta, come dice l'apostolo pieno di Cristo: "Perché, se per mezzo di un uomo venne la morte, per mezzo di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti. Come infatti in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti riceveranno la vita" (1 Cor 15,21-22). Non moriamo più come condannati a morte, ma nella speranza di risorgere dai morti, attendiamo la risurrezione universale che Dio ci mostrerà a suo tempo, lui che ne è l'autore e che ce ne concede la grazia.     

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