LA SPERANZA È ESSERE PERDONATI

Sabato della seconda settimana di quaresima (22 marzo)

marzo 22 , 2025

Quante gente benpensante c’è in giro. Anche ai tempi di Gesù era così e, come oggi, mormoravano pure: “Costui accoglie i peccatori e mangia con loro”! Uno scandalo. Gesù che non si cura dell’opinione pubblica va oltre e per spiegarlo fa ricorso, ancora una volta, ad una parabola, per indicare che lui è venuto per i peccatori e non per i giusti; per i malati e non per i sani (Mt 9,12). Conosciamo tutti questa bella pagina di vangelo comunemente chiamata “del figlio prodigo” o del “padre della misericordia”. Vogliamo attenzionare un momento, quello decisivo, della parabola. Dopo aver dissipato tutto il patrimonio, il figlio ribelle si ritrova solo e affamato e va svolgere il lavoro più umiliante del tempo: il guardiano dei porci. Proprio in quella situazione così umiliante, compie un atto che osiamo definire decisivo: “ritornò in sé” ed inizia ad avvertire la nostalgia della casa del padre dove “tanti salariati hanno pane in abbondanza” e lui muore di fame. Da qui la ferma risoluzione di tornare alla casa del padre nella speranza di poter ottenere il perdono e di essere trattato non più da figlio ma da salariato. La speranza che cova nel cuore del giovane è quella di ottenere perdono perché ritornando in sé ha capito i suoi errori. Questa è la speranza che non delude a cui ci invita prima San Paolo (Rm 5,5) e dopo il santo padre facendo di queste parole ‘impianto essenziale del Giubileo. Dobbiamo sempre confidare nel perdono di Dio, se realmente siamo pentiti dal male compiuto. Egli non sta lì a giudicarci, attende il nostro ritorno per abbracciarci e fare festa per e con noi. “Dio mai si stanca di perdonarci, mai! … Lui mai si stanca di perdonare, ma noi, a volte, ci stanchiamo di chiedere perdono. Non ci stanchiamo mai, non ci stanchiamo mai! Lui è il Padre amoroso che sempre perdona, che ha quel cuore di misericordia per tutti noi” (Papa Francesco, Angelus, 17.3.2013). Non perdiamo mai la speranza in questa certezza!

FONTE

INDIFFERENZA = ANIME SEDUTE...

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Per seguire Gesù bisogna sapere rischiare, senza timore di \"apparire ridicoli\", e bisogna camminare e non restare fermi sul ciglio della strada (vita). Oggi c'è, purtroppo, molta indifferenza e ciascuno (apparendo in questo caso ridicolo), ostenta se stesso come maestro, giudice, incapace di vedere la realtà dell'altro e rinunciando a farsi compagno di viaggio. ...

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