LA SPERANZA È UN GIUDIZIO DI MISERICORDIA

Lunedi della seconda settimana di quaresima (17 marzo)

marzo 17 , 2025

Il brano del vangelo, nella sua brevità, ci mette in crisi. Il Signore, quasi in una sorta di ping-pong, ci dice chiaramente che ciò che facciamo ritorna a noi, per questo motivo ci invita ad atteggiamenti di misericordia quali l’astenerci dal giudizio, evitare ogni forma di condanna, perdonare, dare. Cose tutte che, purtroppo, siamo soliti compiere nella nostra quotidianità. Mi ha sempre, positivamente, impressionato uno scritto di Pirandello che dice: “Prima di giudicare la mia vita o il mio carattere mettiti le mie scarpe, percorri il cammino che ho percorso io. Vivi il mio dolore, i miei dubbi, le mie risate. Vivi gli anni che ho vissuto io e cadi là dove sono caduto io e rialzati come ho fatto io”. Non sappiamo mai quali situazioni o drammi stanno dietro il comportamento o l’agire di una persona, per cui un giudizio affrettato non è mai buono e, poi, come direbbe Papa Francesco “chi sono io per giudicare?”. Solo Dio, che conosce l’intimo del cuore, può giudicare. L’orante, consapevole che l’uomo per sua natura è abile a ergersi a giudice, prega dicendo: “Poni, Signore, una guardia alla mia bocca, sorveglia la porta delle mie labbra” (Sl 141,3). Dovremmo ripetercelo spesso questo versetto e, soprattutto, applicarlo, tutte quelle volte in cui cadiamo nel diletto di giudicare gli altri, con le nostre maldicenze. Dobbiamo imparare, come disse don Tonino Bello nella sua ultima omelia alla messa crismale, ad amare “Il mondo e la sua storia. Vogliamogli bene. Prendiamolo sottobraccio. Usiamogli misericordia. Non opponiamogli sempre di fronte i rigori della legge se non li abbiamo temperati prima con dosi di tenerezza” (8 aprile 1993). Dobbiamo imparare a “scoprire la profondità della misericordia del Padre che tutti accoglie e ad ognuno va incontro personalmente. E’ Lui che ci cerca! E’ Lui che ci viene incontro! … Crescere nella convinzione della misericordia. Quanto torto viene fatto a Dio e alla sua grazia quando si afferma anzitutto che i peccati sono puniti dal suo giudizio, senza anteporre invece che sono perdonati dalla sua misericordia (cfr Agostino, De praedestinatione sanctorum 12, 24)!” (Papa Francesco, omelia per l’apertura dell’anno santo della misericordia, 8.12.2015). Il metro usato da Gesù, “come il Padre vostro”, dovrebbe metterci a disagio ogni qual volta siamo tentati di aprire la bocca per proferire giudizi o qualsiasi parola nei confronti degli altri. Se Dio, giusto giudice, usa misericordia, chi sono io per non farlo?

FONTE

La nuova “Via Crucis” della Cattedrale di Bengasi

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Le quattordici stazioni della Via Crucis, opera di Pietro Carnerini, appartengono alla Parrocchia di Traversetolo per donazione del sig. Giovanni Marieni Saredo che le ha conservate nel tempo tra le memorie della propria famiglia. La mancanza di una diretta testimonianza sul quando e come Pietro Carnerini abbia realizzato la Via Crucis di Bengasi, lascia un vuoto colmato in parte e unicamente da tre diverse pubblicazioni. La prima è un articolo de L’Osservatore...

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