LA SPERANZA È VERITA’

Mercoledì della V settimana di quaresima (9 aprile)

aprile 09 , 2025

"L'uomo libero è colui che appartiene a sé stesso. Lo schiavo invece appartiene al suo padrone. Così, chiunque determina sé stesso, agisce liberamente, mentre colui che è determinato da un altro, non agisce liberamente; pertanto, colui che evita il male non perché è male, ma a motivo di un precetto del Signore, vale a dire, per la sola ragione che è proibito, costui non è ancora libero. Chi invece evita un male perché è un male, questo sì che è libero. Ora, proprio questo è quanto opera lo Spirito Santo, il Quale perfeziona interiormente il nostro spirito comunicandogli un dinamismo nuovo che noi chiamiamo Grazia, per modo che egli si astiene dal male per amore, e così egli è libero, non perché sia sottomesso alla Legge divina, ma perché il suo dinamismo interiore lo porta a fare ciò che la Legge divina prescrive" (S. Tommaso D’Aquino). Queste parole di San Tommaso sembrano le più chiarificatrici del brano del vangelo di oggi. Dove i verbi “rimanere e conoscere”, risultano essere le chiavi di lettura. Rimanere nella parola del Signore, significa – come scrive Papa Francesco nella bolla di indizione del Giubileo – ancorarci alla speranza. Non semplici lettori superficiali, ma divoratori di essa: “Mi disse: ‘Figlio dell'uomo, mangia ciò che hai davanti, mangia questo rotolo, poi va' e parla alla casa d'Israele’. Io aprii la bocca ed egli mi fece mangiare quel rotolo, dicendomi: ‘Figlio dell'uomo, nutrisci il ventre e riempi le viscere con questo rotolo che ti porgo’. Io lo mangiai e fu per la mia bocca dolce come il miele” (Ez 3,1-3). Solo così la parola può rimanere in noi e condurci alla conoscenza piena della verità. La verità non è un’idea, è Cristo Signore, “via, verità e vita” (Gv 14,6). Essa non si acquisisce una volta per sempre, va cercata ogni giorno attraverso la preghiera, la meditazione della parola, nello scrutare la storia, gli avvenimenti e nella testimonianza autentica di una vita ispirata a lui. Lo so, che in un’epoca di relativismo assoluto, tutto questo risulta difficile da comprendere, ma se vogliamo avere una fede matura dobbiamo tendere a tutto questo: “adulta e matura è una fede profondamente radicata nell’amicizia con Cristo. É quest’amicizia che ci apre a tutto ciò che è buono e ci dona il criterio per discernere tra vero e falso, tra inganno e verità” (Card. J. Ratzinger)

FONTE

Oratorio di San Geminiano in Vignale

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Quello che oggi è ricordato come oratorio, come si conferma nelle diverse Visite Pastorali, era anticamente la chiesa del primitivo nucleo abitato di Vignale. Anche se non vi sono documenti probanti tale affermazione, si possono suggerire alcune considerazioni in merito. San Geminiano, vescovo di Modena nel IV secolo, è ricordato nella stessa città quale santo protettore. Scarse sono le dedicazioni a San Geminiano nel Parmense: quella di Vignale e la pieve di...

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