LE CENERI DELLA SPERANZA
Mercoledì delle Ceneri
L’austero simbolo delle ceneri, con cui inizia la quaresima, accompagnato dalle severe parole: “ricordati che sei polvere e polvere tornerai” o dall’altra formula “convertiti e credi al vangelo”, sembrano – apparentemente – rimandare a qualcosa di lugubre senza prospettiva alcuna di felicità. A leggerle, invece, in profondità, appaiono come parole luminose cariche di speranza. La presa di coscienza di ciò che siamo realmente (polvere= cenere) deve spingerci ad una seria conversione, perché da essa possa scaturire un sincero atto di fede. In questo impegnativo itinerario di snoda la strada della quaresima che ci conduce al mattino luminoso di Pasqua, sorgente della speranza cristiana (Cristo, mia speranza, è risorto). In questo anno giubilare, siamo invitati a percorrere l’itinerario quaresimale come “pellegrini di speranza”. Iniziamo, allora, quest’oggi il nostro pellegrinaggio quaresimale-giubilare e, perché esso non sia appesantito da ingombri inutili, mettiamo nel nostro zaino l’essenziale. Innanzitutto, la PAROLA DI DIO. “Lampada ai nostri passi e luce sul cammino” (Sl118), perché ci guidi, ci sorregga e ci alimenti in questi giorni. Ogni giorno dedichiamo uno spazio di tempo alla meditazione della Parola, lasciandoci da essa illuminare sul significato profondo di questo itinerario penitenziale che liberamente, da oggi, scegliamo di percorrere. Il DIGIUNO, non inteso come semplice pratica di mortificazione, quale privazione di cibo, quanto e soprattutto, come stile. Il digiuno non si fa solamente a tavola, abbiamo diversi modi per farlo, astenendoci dai giudizi, dal pettegolezzo dai “chiacchiericci”, come soventemente ci ricorda Papa Francesco. Dalle dipendenze: fumo, gioco, uso sconsiderato di PC, telefono, play station. Se imparassimo a farlo ci sentiremmo più liberi e il tempo potrà essere impiegato in una maniera più bella per noi e a beneficio degli altri. Le OPERE DI CARITA’. Lo zaino del pellegrino che oggi carichiamo sulle nostre spalle è privo di tanti orpelli non essenziali, perché lo spazio rimasto vuoto deve essere colmato da quelle opere, che più di ogni altra cosa, “mostrano la fede” (Gc 2,18). Iniziamo sin da oggi a prefissarci alcuni obiettivi da perseguire in questo periodo: visita ad ammalati, anziani soli; volontariato nelle caritas parrocchiali; aiuto scolastico a ragazzi bisognosi e quant’altro la nostra attenzione saprà scorgere a beneficio dei fratelli più poveri. Il bene torna sempre, ricordiamocelo, perché Gesù stesso ci ha detto che ogni cosa fatta al più piccolo dei fratelli è fatta a Lui (Mt 25, 31-46). Ci auguriamo allora buon cammino quaresimale, mentre sul nostro capo, come una benedizione, si posa il segno delle ceneri, affinché - come recita la preghiera che precede l’imposizione: “attraverso l'itinerario spirituale della Quaresima, giungiamo completamente rinnovati a celebrare la Pasqua del tuo Figlio”.

