L'umile servizio

Sant'Agostino (354-430), vescovo d'Ippona (Africa del Nord) e dottore della Chiesa - Omelia sul Vangelo di Giovanni, 14,5; CCL 36, 143-144 (trad. Nuova Biblioteca Agostiniana –riv.)

novembre 08 , 2022
Prima della venuta del Signore Gesù, l'uomo riponeva in se stesso la sua gloria. E' venuto come uomo per abbassare la gloria dell'uomo, e far crescere la gloria di Dio. Egli infatti è venuto senza peccato e ha trovato tutti col peccato. Ora, se egli è venuto per rimettere i peccati, è perché Dio è misericordioso: ma l'uomo dovrà riconoscerlo. Nella confessione l'uomo esprime la sua umiltà, nella misericordia Dio manifesta la sua grandezza.       Se dunque egli è venuto per rimettere i peccati dell'uomo, riconosca, l'uomo, la sua umile condizione, affinché Dio faccia risplendere la sua misericordia. “Egli deve crescere, io diminuire” (Gv 3,30). Cioè, egli deve dare, io ricevere; egli deve essere glorificato, io devo confessarlo. Riconosca l'uomo la sua posizione, la confessi a Dio, e ascolti l'Apostolo Paolo che dice all'uomo superbo e pieno di sé, che cerca di mettersi al di sopra degli altri: “Che cosa hai tu che non l'abbia ricevuto? e se appunto l'hai ricevuto, perché te ne glori, come se non l'avessi ricevuto” (1 Cor 4, 7)? Riconosca dunque l'uomo, che voleva attribuire a sé ciò che non era suo, riconosca che quanto ha lo ha ricevuto, e si umili; è bene per lui che in lui Dio sia glorificato. Diminuisca in se stesso, perché in lui cresca Dio.     

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