Mercoledì della Quarta Settimana di Avvento (Anno A)
1) Preghiera
Esaudisci con bontà le preghiere del tuo popolo, o Padre, perché́ coloro che si rallegrano per la venuta del tuo Figlio unigenito nella nostra carne possano giungere al premio della vita eterna quando verrà̀ nella gloria.
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2) Lettura: Cantico dei Cantici 2, 8 - 14
Una voce! L’amato mio! Eccolo, viene saltando per i monti, balzando per le colline. L’amato mio somiglia a una gazzella o ad un cerbiatto. Eccolo, egli sta dietro il nostro muro; guarda dalla finestra, spia dalle inferriate.
Ora l’amato mio prende a dirmi: «Àlzati, amica mia, mia bella, e vieni, presto! Perché, ecco, l’inverno è passato, è cessata la pioggia, se n’è andata; i fiori sono apparsi nei campi, il tempo del canto è tornato e la voce della tortora ancora si fa sentire nella nostra campagna.
Il fico sta maturando i primi frutti e le viti in fiore spandono profumo.
Àlzati, amica mia, mia bella, e vieni, presto! O mia colomba, che stai nelle fenditure della roccia, nei nascondigli dei dirupi, mostrami il tuo viso, fammi sentire la tua voce, perché la tua voce è soave, il tuo viso è incantevole».
3) Commento su Cantico dei Cantici 2, 8 - 14
Una voce! L'amato mio! Eccolo, viene saltando per i monti, balzando per le colline.L'amato mio somiglia a una gazzella o ad un cerbiatto. Eccolo, egli sta dietro il nostro muro; guarda dalla finestra, spia dalle inferriate. Ora l'amato mio prende a dirmi: «Àlzati, amica mia, mia bella, e vieni, presto! Perché, ecco, l'inverno è passato, è cessata la pioggia, se n'è andata; i fiori sono apparsi nei campi, il tempo del canto è tornato e la voce della tortora ancora si fa sentire nella nostra campagna. Il fico sta maturando i primi frutti e le viti in fiore spandono profumo. Àlzati, amica mia, mia bella, e vieni, presto! (Ct. 2,8-13) - Come vivere questa Parola?
Ci aiuta a preparare in cuore il Natale la Parola biblica del Cantico dei Cantici: un capolavoro che rientra anche nel genere letterario della poesia d'amore ma che ben a proposito fu inclusa nel testo sacro molti secoli prima di Cristo.
Si tratta infatti di lasciarsi persuadere in cuore che proprio Dio è Colui che ama l'uomo nel modo più intenso possibile perché è - per definizione - l'Amore (cfr 1Gv 4,16) È chiaro: questa intensità trova la sua più espressiva immagine in quella dello "Sposo", descritto qui nella sua venuta incontro alla sposa attraverso un cammino faticoso e accidentato. È però tale lo slancio tutto volto a destare nella sposa il desiderio dell'unione più profonda, che il testo è pervaso da un'atmosfera di gioia, a cui il contesto primaverile aggiunge un tono totalmente festivo.
Ecco il Natale è Dio che continua a volerci "sposare" nella celebrazione di quel suo entrare nella storia non con tracotanza di mezzi prepotenti ma con un sollecito invito:"Alzati, mia bella e vieni!"
C'è in ognuno una bellezza che è il nostro essere "immagine e somiglianza di Dio". E dunque, Signore, nonostante tutto c'è anche in noi. Tu ci rendi "belli". Facci venire a te nell'onda dei giorni.
Ecco la voce del discepolo evangelista S. Giovanni Apostolo: L'amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore.
All’immagine delle volpi, simbolo dell’amore incostante, l’autore contrappone quello della gazzella o del cerbiatto, richiamo di fedeltà. La natura viene idealizzata e tra amore umano e natura vi è continuità.
Anche nelle stagioni: dall’inverno si passa alla primavera, come dall’assenza alla presenza.
L’amata è inaccessibile come una colomba selvatica, pronta alla fuga, che vive nascosta tra le fenditure della roccia.
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4) Lettura: dal Vangelo secondo Luca 1, 39 - 45
In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
5) Riflessione sul Vangelo secondo Luca 1, 39 - 45
L'angelo se n'è andato, si è allontanato. No, non è un'annotazione cronologica, non è una inutile descrizione o un particolare insignificante quello che ci consegna Luca.L'angelo è partito, fine delle apparizioni, fine del sostegno angelico, fine dello straordinario. Come si sarà svegliata, Maria, il giorno dopo l'annuncio? Cosa avrà detto? Cosa avrà pensato? Cos'era successo il giorno prima? Un'allucinazione? Una follia? O tutto è reale? Maria si sfiora il ventre con delicatezza. Troppe le cose che tumultuosamente le attraversano la mente.
E Giuseppe? Col passare dei giorni tutto si semplifica, Giuseppe viene, in gran segreto e le parla di sogni, di decisioni, di salvezza. Non può essere casuale. Allora decidono di fare l'unica cosa sensata: vogliono capire se e quanto è vero ciò che sta accadendo.
Partono; il cuore in agitazione. E se Elisabetta non aspettasse nessun bimbo? Eccoli, ora, nel cortile di casa: Giuseppe scarica il somarello mentre la vecchia cugina esce dalla porta di casa, asciugandosi le mani nel grembiule.
Le due donne si guardano, in silenzio. È Elisabetta, ora, a parlare. Ma come hai fatto a credere così tanto, piccola Maria!
" In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.40Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. 45E beata colei che ha creduto nell'adempimento di ciò che il Signore le ha detto». (Lc.1, 39.42) - Come vivere questa Parola?
Maria è descritta dall'Evangelista Luca come la vera Arca Santa. Nell'Esodo Mosè aveva costruito sotto il comando di Dio l'Arca dell'Alleanza (Es 25,10-21); nell'Arca erano conservate infatti le due tavole della legge di Mosè, le tavole dell'Alleanza. Essa era per Israele luogo della presenza di Dio in mezzo al suo popolo. Ma ormai il simbolo ha ceduto il posto alla realtà. Il tempo è compiuto! Dio non abita più un'arca, abita una persona, un cuore: Maria. Maria è l'arca dell'alleanza, perché ha accolto in sé Gesù; ha accolto in sé la Parola vivente, tutto il contenuto della volontà di Dio.
La cugina, alla sua voce di saluto, esulta di gioia - "danza di gioia" - e con lei il bimbo che porta in grembo. Elisabetta piena di Spirito Santo la benedice, benedice il frutto delle sue viscere e le chiede con meraviglia: "A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? ". Anche il re Davide nel trasferimento dell'Arca a Gerusalemme esclamò: "«Come potrà venire da me l'arca del Signore?» (2Sam 6,9). Notiamo però una differenza: "l'arca del Signore" di Davide diventa "Madre del mio Signore- Kyrios" in Elisabetta. Maria porta in sé il Salvatore! Non lasciamoci rubare lo stupore, la meraviglia di questa verità: Dio si è fatto carne nell'utero di una donna! Ha vissuto dentro di lei come in un tabernacolo!
Gesù al termine della sua vita - per amore -si è consegnato in un pezzo di pane per poter entrare nel cuore e nella vita di ciascuno di noi e abilitarci ad essere, pur nella povertà, "arca" della Sua Presenza, affinché tutti possiamo sperimentare la presenza di Dio
Lo Spirito che dà la Vita ci aiuti ad essere luoghi della presenza di Dio; ad essere - in questo Natale - la grotta dove Gesù nasce; ad essere Tabernacoli viventi!
Ecco la voce della liturgia (Antifona maggiore): "O Astro che sorgi, splendore della luce eterna, sole di giustizia: vieni, illumina chi giace nelle tenebre e nell'ombra di morte."
«Beata colei che ha creduto nell'adempimento di ciò che il Signore le ha detto» (Lc 1, 45) - Come vivere questa Parola?
Maria, la serva di Dio, si alza in fretta e va a casa di Elisabetta portando la Vita che custodisce nel suo seno.
Elisabetta accoglie Maria (e Gesù) con gratitudine e fiducia, riconoscendo nel servizio di Maria il dono gratuito di Dio.
Sono le piccole cose della vita quotidiana che ci fanno vedere e toccare la presenza di Dio. Oggi, questo brano biblico ci invita a contemplare le persone e gli avvenimenti chiedendo al Signore che ci aiuti a scoprire la novità dell'Amore. Così, anche quello che ci sembra già conosciuto, si rivelerà parte di un progetto meraviglioso che porta Vita.
É l'elogio di Elisabetta a Maria: "Beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore", è il messaggio che ognuno può scoprire per lodare il Signore davanti alla testimonianza di tante persone care e vicine che mostrano nella propria vita la fede forte di chi spera solo in Dio.
Aiutaci Signore a portare Te nelle strade della vita, insieme a Maria vogliamo essere testimoni della sua Presenza.
Ecco la voce di un canto di lode (Gen Verde):
Fa' che chi mi guarda non veda che te,
fa' che chi mi ascolta non senta che te,
e chi pensa a me, fa' che nel cuore pensi a te
e trovi quell'amore che hai dato a me.
Resta accanto a me.
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6) Per un confronto personale
- Preghiamo per la Chiesa santa, perché quando si vede oppressa, incompresa, diffamata o rifiutata, in lei non venga meno la gioia?
- Preghiamo per le madri in attesa di un figlio, perché vivano il tempo della gravidanza in rendimento di grazie al Signore, consapevoli di essere collaboratrici nell'opera della creazione?
- Preghiamo per noi, perché reagiamo allo scetticismo circa la bontà e la possibilità di recupero dell'uomo e crediamo che, per il dono di Dio, ognuno può rinnovarsi e ricominciare?
- Preghiamo per i cristiani delle nostre comunità, perché trascorrano questi ultimi giorni di avvento nella preghiera e nel raccoglimento e non si lascino prendere dalla mentalità consumistica e borghese?
- Preghiamo per noi qui raccolti attorno alla mensa eucaristica, perché comunichiamo la gioia di avere incontrato e accolto il Signore con la stessa sollecitudine di Maria?
- Preghiamo per quanti sentono la vita come un peso opprimente?
- Preghiamo per quanti si mettono in viaggio?
7) Preghiera finale: Salmo 32
Esultate, o giusti, nel Signore; cantate a lui un canto nuovo.
Lodate il Signore con la cetra,
con l’arpa a dieci corde a lui cantate.
Cantate al Signore un canto nuovo,
con arte suonate la cetra e acclamate.
Il disegno del Signore sussiste per sempre,
i progetti del suo cuore per tutte le generazioni.
Beata la nazione che ha il Signore come Dio,
il popolo che egli ha scelto come sua eredità.
L’anima nostra attende il Signore:
egli è nostro aiuto e nostro scudo.
È in lui che gioisce il nostro cuore,
nel suo santo nome noi confidiamo.

