“Potete bere il calice che io sto per bere?”
Sant'Agostino (354-430), vescovo d'Ippona (Africa del Nord) e dottore della Chiesa - Omelia per l’ordinazione di un vescovo, Guelferbytanus n°32, (Nuova Biblioteca Agostiniana, discorsi 340/A – riv.)
“Cristo ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli” (1Gv 3,16) … Gesù dice a Pietro: “Quando eri più giovane ti cingevi la veste da solo, e andavi dove volevi, ma quando sarai più vecchio, un altro ti cingerà la veste e ti condurrà dove tu non vuoi. …” (Gv 21,18). …Gli annunziò la sua croce e gli predisse il suo martirio. “Arriva fino a là – dice il Signore - pasci le mie pecorelle, soffri per le mie pecorelle”. Tale dev'essere il vescovo buono; se non sarà così, non sarà vescovo. …
Ascolta ancora. Due fratelli, suoi discepoli, Giovanni e Giacomo, figli di Zebedeo, più degli altri desideravano i primi posti… Il Signore si rivolse a loro: “Voi non sapete quello che chiedete”, e aggiunse: “Potete bere il calice che io sto per bere?” Di che calice si tratta se non quello … della passione?… E quelli, subito, bramosi di grandezza, spensierati quanto alla loro debolezza:” Lo possiamo”, rispondono. Ed egli: “Il mio calice lo berrete: quanto però a sedere alla mia destra o alla mia sinistra, non sta a me concedervelo, ma è predisposto per altri dal Padre mio”. … Dava così prova di umiltà… Infatti nulla dispone il Padre che non dispone il Figlio… Venne umile il nostro Creatore, creatura in mezzo a noi, egli che ha creato noi, egli che fu creato per noi: Dio prima del tempo, uomo nel tempo, per affrancare l'uomo dal tempo. Medico infallibile, venne a guarire il nostro tumore … Egli venne appunto a guarire proprio la superbia con il suo esempio.
Vediamo di fare attenzione a questo: consideriamo la sua umiltà, beviamo al calice della sua umiliazione, teniamoci stretti a lui, il nostro pensiero sia rivolto a lui. È facile pensare a cose eccelse, è facile compiacersi degli onori, è facile dare ascolto a chi ci dà assenso e a chi ci adula. Tollerare le ingiurie, sopportare con pazienza le umiliazioni, pregare per chi ci oltraggia (Mt 5,39.44), ecco il calice del Signore, ecco il convito del Signore.