Sabato della Terza Settimana di Avvento (Anno A)

dicembre 17 , 2022

1) Preghiera

Dio creatore e redentore, che hai rinnovato il mondo nel tuo Verbo, fatto uomo nel grembo di una Madre sempre vergine, concedi che il tuo unico Figlio, primogenito di una moltitudine di fratelli, ci unisca a sé in comunione di vita.

___________________________________________________

 

2) Lettura: Genesi 49, 2. 8 - 10

In quei giorni, Giacobbe chiamò i figli e disse: «Radunatevi e ascoltate, figli di Giacobbe, ascoltate Israele, vostro padre! Giuda, ti loderanno i tuoi fratelli; la tua mano sarà sulla cervìce dei tuoi nemici; davanti a te si prostreranno i figli di tuo padre.

Un giovane leone è Giuda: dalla preda, figlio mio, sei tornato; si è sdraiato, si è accovacciato come un leone e come una leonessa; chi lo farà alzare?

Non sarà tolto lo scettro da Giuda né il bastone del comando tra i suoi piedi, finché verrà colui al quale esso appartiene e a cui è dovuta l’obbedienza dei popoli».

 

3) Riflessione su  Genesi 49, 2. 8 - 10

Radunatevi e ascoltate, figli di Giacobbe, ascoltate Israele, vostro padre! 8Giuda, ti loderanno i tuoi fratelli; la tua mano sarà sulla cervice dei tuoi nemici; davanti a te si prostreranno i figli di tuo padre. Un giovane leone è Giuda: dalla preda, figlio mio, sei tornato; si è sdraiato, si è accovacciato come un leone e come una leonessa; chi lo farà alzare? (Gn.49, 2.8-9) - Come vivere questa Parola?

È bello scorgere già nella Genesi, primo libro della Bibbia, il baluginare di una promessa che è tripudio di luce, profezia di speranza messianica già in tante pagine del Primo Testamento.

Giacobbe rappresenta una presenza viva, diciamo: un nodo importante nel cordone di Patriarchi e Profeti che, in parole e fatti, attraversano il tempo della Prima Alleanza, custodi della grande promessa: verrà il Messia Salvatore.

Giuda, scelto da suo padre Giacobbe per essere suo erede e per esercitare il potere su Israele, è importante per una forza che, il bel testo biblico rivela addirittura come quella di un "giovane leone”. Egli si accovaccia ai piedi del padre quasi presago di quanto Giacobbe sta per dirgli. Sì, impugnerà il bastone del comando e i figli dei suoi figli vedranno il Messia promesso: il benedetto e benedicente sovrano in cui tutto sarà ricapitolato in un'armonia di salvezza per tutti

A Lui sarà dovuta l'obbedienza dei popoli cioè di ogni uomo che viene sulla terra. E, appunto, sarà per questa obbedienza alla sua legge non di prepotenza ma di amore, che quanti la vivranno conosceranno gioia e salvezza.

Signore Gesù, grazie per quello che la Tua parola racchiude illuminando il senso profondo della tua venuta nella storia di tutti e nella mia storia.

Aprimi sempre più il cuore all'ascolto della Tua Parola, rafforzami nella volontà perché io la viva.

Ecco la voce di un teologo Ermes Maria Ronchi: La storia vera è l'opera di chi si colloca là dove nessuno vorrebbe essere, nell'umiltà del servizio, nell'insignificanza apparente della bontà, nel silenzio degli uomini di buona volontà.

 

"Non sarà tolto lo scettro da Giuda né il bastone del comando tra i suoi piedi, finché verrà colui al quale esso appartiene e a cui è dovuta l'obbedienza dei popoli». (Genesi 49,10) - Come vivere questa Parola?

Giacobbe, l'antico patriarca, ispirato dal Signore, convoca i suoi figli e, tra loro, benedice in modo particolare Giuda. È come se i suoi occhi scrutassero il futuro, leggendovi qualcosa di grande per questo suo figlio.

Egli dunque, non solo avrà una lunga discendenza che deterrà il potere in Israele, ma proprio tra i figli dei suoi figli, ne sorgerà UNO che sarà talmente grande da ottenere che tutte le genti lo riconoscano.

Non a caso il Vangelo di oggi (Mt. 1,1-17) ci presenta una sintesi della storia della salvezza: da Abramo a Giacobbe a Giuda giù giù fino a Davide, alla deportazione degli Israeliti in Babilonia, fino al tempo in cui - a Betlemme - nasce Gesù.

E non è una storia di gente tutta virtuosa Sì, nella stessa genealogia di Gesù si alternano luci e ombre.

Sì, sia prima che dopo Cristo, la storia resta una storia di luci in cui risplende la presenza dei santi, e di tenebre dove emana fetore di azioni abominevoli compiuti dei malvagi.

Non c'è da scandalizzarsi ma piuttosto guardare il mondo con la misericordia di Dio, pregare e impegnarsi a quotidiana conversione sorretti dalla sua grazia.

Signore, insegnami che si deve denunciare il male, soprattutto con chiara testimonianza del bene. Converti a Te il mio cuore perché io pratichi le virtù umane e cristiane con quella agilità, con quella gioia che Tu doni a chi è fedele nell'ascolto della tua Parola impegnandosi a viverla.

Ecco la voce di Papa Francesco: "Colui che isola la sua coscienza dal cammino del popolo di Dio non conosce l'allegria dello Spirito Santo che sostiene la speranza."

___________________________________________________

 

4) Lettura: Vangelo secondo Matteo 1, 1 - 17 

Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esrom, Esrom generò Aram, Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmon, Salmon generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, Iesse generò il re Davide. Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Urìa, Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abìa, Abìa generò Asaf, Asaf generò Giòsafat, Giòsafat generò Ioram, Ioram generò Ozìa, Ozìa generò Ioatàm, Ioatàm generò Àcaz, Àcaz generò Ezechìa, Ezechìa generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosìa, Giosìa generò Ieconìa e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia.

Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconìa generò Salatièl, Salatièl generò Zorobabele, Zorobabele generò Abiùd, Abiùd generò Eliachìm, Eliachìm generò Azor, Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd, Eliùd generò Eleàzar, Eleàzar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo. In tal modo, tutte le generazioni da Abramo a Davide sono quattordici, da Davide fino alla deportazione in Babilonia quattordici, dalla deportazione in Babilonia a Cristo quattordici.

 

5) Riflessione sul Vangelo secondo Matteo 1, 1 - 17

Oggi inizia il conto alla rovescia per giungere al Natale. Pochi giorni ci separano dalla celebrazione del mistero di un Dio che si rende presente, che viene in mezzo a noi, che si rende accessibile. Siamo qui perché abbiamo bisogno che Dio nasca nei nostri cuori, perché ogni Natale è un evento che si rinnova in noi e nella nostra vita: non siamo le stesse persone di un anno fa! E, in questo ultimo tratto di strada, la liturgia ci invita a fare memoria, ad andare indietro, nel passato, a individuare le tracce del progetto che Dio ha sull'umanità.

La genealogia con cui Matteo inizia il vangelo, più teologica che storica, ha un solo obiettivo: fare memoria della fedeltà di Dio per il suo popolo. Dal primo cercatore di Dio, Abramo, fino a Gesù, Dio desidera intrecciare un rapporto con l'umanità. E quell'elenco ci apre allo stupore: nomi noti di fianco a perfetti sconosciuti, grandi santi accanto a filibustieri, ebrei e stranieri nella stessa lista... Dio non fa preferenze, non sceglie i bravi ragazzi, si allea con le persone concrete, si rende presente nelle loro storie più o meno edificanti...

Ripensiamo, oggi, alla nostra piccola storia, a come tutto ci abbia portato a conoscere il Signore!

 

La genealogia di Gesù.

È un desiderio innato nell'uomo ricercare le proprie origini. Diventa un tormento quando questa ricerca diventa vana per chi ha perso il susseguirsi degli eventi della propria vita. Anche per il Signore è stata necessaria stendere una genealogia, anzitutto per provare che la sua origine risale a Davide, alla cui discendenza era promesso un regno eterno, non tanto materiale, come disse Gesù a Pilato: Il mio regno non è di questo mondo. Però sono re: per questo sono venuto. In questa genealogia compaiono anche quattro donne e diversi personaggi non così integri nei costumi come la grandezza del loro discendente secondo la carne avrebbe richiesto. Possiamo vedere in questo fatto annunziata l'universalità della salvezza dal momento che esse, le donne, non sono ebree, ma anche l'insegnamento che Colui che veniva per redimere l'uomo dal peccato non rifiuta di discendere da uomini e donne peccatori. E inoltre ci ammonisce di non vergognarsi dei nostri progenitori anche se non stati stinchi di santi. Mèritano il nostro grazie e rispetto anche solo per averci dato la vita. D'altra parte Gesù, figlio di Dio che come Uomo è discendete di Davide merita una genealogia che risale fino ad Abramo, il patriarca delle promesse. È costume degli Ebrei, come troviamo in molti luoghi dell'Antico Testamento, premettere al nome di qualche personaggio importante per la loro storia, una genealogia fino alla quarta e quinta generazione. Nel Nuovo Testamento siamo in possesso della genealogia di Gesù, la sola importante.

 

«Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli...» (Mt1, 1) - Come vivere questa Parola?

Per noi, questa lunga lista di nomi può risultare arida, senz'altro difficilmente comprensibile perché ignoriamo le storie, i volti che stanno dietro la sequenza delle persone citate. L'evangelista ci consegna la vicenda umana, fatta di bene e di male, di virtù e di peccato per dimostrarci l'appartenenza di Gesù alla carne di Israele. È proprio nel susseguirsi delle generazioni che la promessa del Messia, del Salvatore, si fa prossima, vicina. E si giunge, infine, all'Emmanuele, il Dio con noi. È il miracolo mai visto, lungo i secoli della storia. Tanto che fa esclamare al profeta: "Quale Dio è così vicino?".

Oggi mi concederò qualche momento di silenzio e profonda adorazione dinanzi al mistero della presenza di Dio nella mia vita.

Ecco la voce di un biblista Silvano Fausti: «"Libro della genesi di Gesù Cristo" è il titolo del Vangelo di Matteo, che ci racconta la nascita nel tempo del Figlio eterno del Padre che si fa nostro fratello. Gesù è visto come la nuova genesi dell'uomo, principio e fine del mondo creato da Dio.»

 

«Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli. Giuda generò Fares e Zara da Tamar. [...]. Iesse generò il re Davide. Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Uria. [...]. Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo». (Mt 1, 1-5; 16) - Come vivere questa Parola?

Il Vangelo odierno ci riporta la "genealogia" di Gesù Cristo (vedi anche Lc 3,23-38). Si tratta di un lungo elenco di nomi, per lo più sconosciuti alla maggior parte dei lettori odierni e alcuni dei quali quasi impronunciabili, per cui qualcuno potrebbe chiedersi: «A che pro questa arida successione di nomi? A che serve?». Eppure c'è un profondo significato teologico sotteso, che cerco brevemente di evidenziare.

Bene ha fatto la Liturgia a scegliere il presente brano di Vangelo in questo tempo di Avvento, in preparazione alla venuta di Gesù nella sua vera carne. Esso vuole sottolineare con forza la realtà dell'Incarnazione del Signore. L'evangelista Matteo vuol mettere in luce la provvidenzialità della storia della salvezza, che da Adamo porta al Cristo. In essa Dio ha profuso la sua misericordia e la sua salvezza. Anche gli esclusi sono accolti nel suo misterioso disegno di amore. Si noterà, infatti, nel testo anche la presenza di quattro donne, tre delle quali erano delle peccatrici: Tamar, Racab, Rut e Betsabea, moglie di Uria e poi di Davide. Del resto lo stesso Davide e Salomone sono stati dei grandi peccatori. Ebbene, Gesù nasce proprio in questa storia, fatta anche di peccato, in questa razza peccatrice, non in un'altra, in una ‘razza pura' e perfetta. Egli si è immerso nella corrente limacciosa del fiume umano delle generazioni che lo hanno preceduto, divenendo solidale con noi peccatori.

 

O Dio grande nell'amore, che hai voluto far sbocciare il fiore più puro del tuo Figlio dal grembo della Vergine Maria, sullo stelo del tronco di tante generazioni passate non prive di peccato, fa' che anche le generazioni del nostro tempo trovino speranza di salvezza in Te. Amen.

Ecco la voce di un teologo del nostro tempo J. B. Metz (Caro cardo salutis, Brescia 1968): «Caro cardo salutis, disse, con suggestivo gioco di parole, Tertulliano: "la carne è il cardine della salvezza». Non senza un certo stupore noi ascoltiamo queste parole che esprimono il mistero d'avvento e di Natale di questi giorni. [...]. "Nella carne" il Figlio compie l'atto centrale della salvezza e della redenzione; con la dedizione del suo corpo si realizza la sua obbedienza salvifica di fronte al Padre. La salvezza cristiana è una salvezza incarnata; non avviene "fuori" o "al di sopra" del nostro essere corporeo ma dentro, con e in definitiva, in direzione di esso»

___________________________________________________

 

 

6) Per un confronto personale

- Padre santo, tuo Figlio è entrato nel mondo come uno dei tanti miliardi di uomini: fa’ che la tua Chiesa lo indichi a tutti come l'Unico, il Salvatore e il Redentore. Preghiamo?

- Padre santo, fin dai tempi antichi hai preannunciato la venuta di Cristo e hai mantenuto viva l'attesa con la Parola dei profeti: concedi al popolo ebraico, il primo destinatario della promessa, di riconoscere in Gesù il Salvatore e il Messia. Preghiamo?

- Padre santo, il tuo Figlio, venendo nel mondo, si è inserito nella nostra storia di peccato e di miseria: facci capire che tutto è stato redento e che ogni avvenimento della nostra esistenza fa parte di una storia di salvezza. Preghiamo?

- Padre santo, ci insegni a riconoscere in Gesù la sapienza che tutto dispone con forza e dolcezza: concedi agli scienziati, ai filosofi, ai letterati, gli artisti di lasciarsi illuminare da Cristo, la luce che viene per ogni uomo. Preghiamo?

- Preghiamo per la donna, chiamata a essere collaboratrice di Dio con la maternità?

- Preghiamo per i sacerdoti, che generano il Cristo attraverso i sacramenti?

 

 

7) Preghiera finale: Salmo 71

Venga il tuo regno di giustizia e di pace.

 

O Dio, affida al re il tuo diritto,

al figlio di re la tua giustizia;

egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia

e i tuoi poveri secondo il diritto.

 

Le montagne portino pace al popolo

e le colline giustizia.

Ai poveri del popolo renda giustizia,

salvi i figli del misero.

 

Nei suoi giorni fiorisca il giusto

e abbondi la pace,

finché non si spenga la luna.

E dòmini da mare a mare,

dal fiume sino ai confini della terra.

 

Il suo nome duri in eterno,

davanti al sole germogli il suo nome.

In lui siano benedette tutte le stirpi della terra

e tutte le genti lo dicano beato.

Liturgia delle Ore

Close

Il sito della parrocchia come strumento di preghiera: la Liturgia delle Ore

Continua...





Avvisi e Comunicazioni

Caritas - Carrello solidale: aperture di agosto
25 agosto, martedì Leggi

Concerto "Lodi d'agosto"
30 agosto, domenica Leggi