"Sei venuto a rovinarci!"

Catechismo della Chiesa cattolica - § 2851-2854 © Libreria Editrice Vaticana

gennaio 14 , 2025
"Ma liberaci dal male": in questa richiesta del Padre nostro, il male non è un'astrazione; indica invece una persona: Satana, il maligno, l'angelo che si oppone a Dio. Il "diavolo" è colui che "si getta di traverso" al disegno di Dio e alla sua "opera di salvezza" compiuta in Cristo. "Omicida fin dal principio [...], menzognero e padre di menzogna" (Gv 8,44), "Satana, che seduce tutta la terra" (Ap 12,9), è a causa sua che il peccato e la morte sono entrati nel mondo, ed è in virtù della sua sconfitta definitiva che tutta la creazione sarà "liberata dalla corruzione del peccato e della morte" [Preghiera eucaristica IV]. "Sappiamo che chiunque è nato da Dio non pecca: chi è nato da Dio preserva se stesso e il maligno non lo tocca. Noi sappiamo che siamo nati da Dio, mentre tutto il mondo giace sotto il potere del maligno" (1 Gv 5,18-19). (...) La vittoria sul "principe del mondo" (Gv 14,30) è conseguita, una volta per tutte, nell'Ora in cui Gesù si consegna liberamente alla morte per darci la sua vita. Avviene allora il giudizio di questo mondo e il principe di questo mondo è "gettato fuori" (Gv 12,31). Egli "si avventò contro la Donna", ma non la poté ghermire: la nuova Eva, "piena di grazia" dello Spirito Santo, è preservata dal peccato e dalla corruzione della morte... "Allora il drago si infuriò contro la Donna e se ne andò a far guerra contro il resto della sua discendenza" (Ap 12,13.17). È per questo che lo Spirito e la Chiesa pregano: "Vieni, Signore Gesù" (Ap 22,17.20): la sua venuta, infatti, ci libererà dal male. Chiedendo di essere liberati dal male, noi preghiamo nel contempo per essere liberati da tutti i mali, presenti, passati e futuri, di cui egli è l'artefice o l'istigatore. In quest'ultima domanda la Chiesa porta davanti al Padre tutta la miseria del mondo. Insieme con la liberazione dai mali che schiacciano l'umanità, la Chiesa implora il dono prezioso della pace e la grazia dell'attesa perseverante del ritorno di Cristo. Pregando così, anticipa nell'umiltà della fede la ricapitolazione di tutti e di tutto in colui che ha « potere sopra la morte e sopra gli inferi » (Ap 1,18), « colui che è, che era e che viene, l'Onnipotente! » (Ap 1,8).     

Cesare Zini

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Domenica 16 luglio 1961 si spegneva a Traversetolo Cesare Zini, una delle figure più caratteristiche del nostro paese. Nato a Traversetolo il 20 novembre 1888 da Torquato di Giacomo e da Ferlini Elvira, si era unito in matrimonio a Ventoso di Scandiano, nel 1919, con Mattioli Carmelita. Sin da ragazzo dimostrò amore vivissimo per la musica al cui studio, così come per la cultura, si dedicò come autodidatta. Dopo la morte del padre, già vicedirettore...

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