Venerdì della Seconda Settimana di Avvento (Anno A)
1) Preghiera
Rafforza, o Padre, la nostra vigilanza nellattesa del tuo Figlio, perché́, illuminati dalla sua parola di salvezza, andiamo incontro a lui con le lampade accese.
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2) Lettura: Isaia 48, 17 - 19
Così dice il Signore tuo redentore, il Santo di Israele: Io sono il Signore tuo Dio che ti insegno per il tuo bene, che ti guido per la strada su cui devi andare.
Se avessi prestato attenzione ai miei comandi, il tuo benessere sarebbe come un fiume, la tua giustizia come le onde del mare. La tua discendenza sarebbe come la sabbia e i nati dalle tue viscere come i granelli darena; non sarebbe mai radiato né cancellato il suo nome davanti a me.
3) Riflessione su Isaia 48, 17 - 19
● Io sono il Signore tuo Dio che ti insegno per il tuo bene, che ti guido per la strada su cui devi andare". (Is 48, 17) - Come vivere questa Parola?
Isaia non smette di mettere in chiaro come vivere sia faticoso, ma allo stesso tempo rende fluida la fatica perché attraversata dalla presenza di un Dio, impegnatissimo a farsi conoscere e amare dalle sue creature. Non capita spesso di cogliere nella Bibbia la diretta voce di Dio. Tante volte la sua parola è indiretta, riportata dai profeti, dai patriarchi. Qui Isaia crea uno spazio dove la voce di Dio arriva a noi direttamente: "Io sono il Signore tuo Dio" è l'incipit dei dieci comandamenti, il biglietto da visita di Dio, l'introduzione ad un'ulteriore rivelazione.
● Nell'attesa della piena rivelazione, nell'attesa del salvatore, Dio si manifesta come colui accompagna il cammino dell'uomo, gli sta vicino, non lo sostituisce, ma lo orienta al buono, al bello da scegliere con amore.
Signore, molte persone negano la tua presenza e la tua esistenza davanti alle dolorose contrarietà della vita. Renditi loro compagno di viaggio, magari attraverso la nostra mediazione, insegnandoci ad essere loro amici umili e sinceri.
Ecco la voce antica della lettera a Diogneto: Per tutto il tempo dunque in cui conservava e custodiva nel mistero il suo piano sapiente, Dio sembrava che ci trascurasse e non si desse pensiero di noi; ma quando per mezzo del suo Figlio prediletto rivelò e rese noto ciò che era stato preparato dall'inizio, tutto insieme egli ci offrì: godere dei suoi benefici e contemplarli e capirli. Chi di noi si sarebbe aspettati tutti questi favori?
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4) Lettura: Vangelo secondo Matteo 11, 16 - 19
In quel tempo, Gesù disse alle folle: «A chi posso paragonare questa generazione? È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano: Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!.
È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: È indemoniato. È venuto il Figlio delluomo, che mangia e beve, e dicono: Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori. Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie».
5) Riflessione sul Vangelo secondo Matteo 11, 16 - 19
● In questa parabola Gesù presenta uno specchio ai suoi contemporanei. Essi non possono che riconoscersi come dei bambini testardi: bisogna che gli altri danzino come vogliono loro. Tutto deve andare come vogliono loro.
E guai a chi non risponde alle loro concezioni, o a chi non rientra nelle loro categorie già stabilite, come Gesù! Essi gli mettono letichetta di malato o di buono a nulla, e lescludono dalla loro società.
Ma, in definitiva, è a loro stessi che nuocciono nella loro ostinazione. Questi bambini sono incapaci di giocare, si rovinano il gioco da soli.
Invece Gesù mostra che nel regno di Dio si giudica secondo tuttaltre categorie e tuttaltri criteri: azioni giuste, impegno verso chi vive ai margini della società, solidarietà con i peccatori e i pubblicani, ecco cosa distingue Gesù e i suoi fedeli.
E Gesù incita i suoi contemporanei, e anche noi a distoglierci dai preconcetti, a rivedere il nostro modo di pensare, a orientarci e ad agire secondo il principio dellamore di Gesù.
Affinché i bambini cocciuti si liberino e conoscano la gioia.
● Insoddisfatti e indecisi.
Oggi il vangelo ci palesa chiaramente le nostre incertezze e debolezze mentali e morali. È l'insoddisfazione che tormenta normalmente l'uomo, sempre pronto a guardare fuori di sé, facendo dei confronti che risultano normalmente inadeguati. Un atteggiamento che segnalava già Orazio quando il colono invidiava il militare e questi il contadino che si gode la sua bella libertà in campagna. Gesù, con la parabola dei suonatori di musica, allegra e lùgubre, vuole rimproverare i suoi contemporanei allora, e noi oggi, per la nostra insoddisfazione della vita che concretamente viviamo. Ma il mondo è anche pieno di indecisi nel seguire una norma di fede e di morale, oggi e allora. Ai suoi contemporanei Gesù rivela l'incapacità o mancanza di volontà di prendere decisioni portando come esempio Giovanni e se stesso: Giovanni, dalla vita austera, è reputato posseduto dal demonio; Gesù che si nutre mangiando e bevendo come ogni altro essere umano, viene tacciato come buontempone è un mangione e un bevono, amico di peccatori. Così vengono rifiutate con l'incredulità le due testimonianze, quella di Giovanni e quella del Signore. Gesù altrove dice: Non potete servire due padroni, Dio e il danaro. E invita a prendere una decisione: O con Dio o contro Dio. Corriamo il pericolo di essere ignavi, come li chiama Dante, né carne né pesce, e così meritare di essere rigettati. È posta in gioco la nostra salvezza e non si può scherzare. Abbiamo un'anima sola. Se la perdiamo che cosa daremo in cambio? L'Avvento ci prepara ad attendere il Salvatore che viene a salvarci. Apriamogli le porte del nostro cuore.
● "Io sono il Signore tuo Dio che ti insegno per il tuo bene, che ti guido per la strada su cui devi andare". (Is 48, 17) - Come vivere questa Parola?
Isaia non smette di mettere in chiaro come vivere sia faticoso, ma allo stesso tempo rende fluida la fatica perché attraversata dalla presenza di un Dio, impegnatissimo a farsi conoscere e amare dalle sue creature. Non capita spesso di cogliere nella Bibbia la diretta voce di Dio. Tante volte la sua parola è indiretta, riportata dai profeti, dai patriarchi. Qui Isaia crea uno spazio dove la voce di Dio arriva a noi direttamente: "Io sono il Signore tuo Dio" è l'incipit dei dieci comandamenti, il biglietto da visita di Dio, l'introduzione ad un'ulteriore rivelazione. Nell'attesa della piena rivelazione, nell'attesa del salvatore, Dio si manifesta come colui accompagna il cammino dell'uomo, gli sta vicino, non lo sostituisce, ma lo orienta al buono, al bello da scegliere con amore.
Signore, molte persone negano la tua presenza e la tua esistenza davanti alle dolorose contrarietà della vita. Renditi loro compagno di viaggio, magari attraverso la nostra mediazione, insegnandoci ad essere loro amici umili e sinceri.
Ecco la voce antica della lettera a Diogneto : Per tutto il tempo dunque in cui conservava e custodiva nel mistero il suo piano sapiente, Dio sembrava che ci trascurasse e non si desse pensiero di noi; ma quando per mezzo del suo Figlio prediletto rivelò e rese noto ciò che era stato preparato dall'inizio, tutto insieme egli ci offrì: godere dei suoi benefici e contemplarli e capirli. Chi di noi si sarebbe aspettati tutti questi favori?
● "Venne il figlio del uomo che mangia e beve, dicono: ecco è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori, ma Sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie." (Mt. 11, 19) - Come vivere questa Parola?
Sembra di cogliere un guizzo di sguardo divertito in Gesù che mette a fuoco l'intolleranza e il finto ascetismo dei suoi oppositori, cosi facili a "vedere buio nella stessa luce".
Vedere buio è proprio questo: interpretare a volte anche i gesti più normali del prossimo con l'occhio cattivo di invidia e gelosia impastate con la presunzione di poter giudicare dall'alto in basso il prossimo.
Così si corre persino il pericolo di cadere nel ridicolo a volte, oltre che in un errato giudizio cattivo.
Gesù certo non si barricava dentro un modo d'essere da "richiamo" per le allodole", come i è il falso ascetismo di ogni tempo.
Il Signore viveva da persona che vuol essere pienamente umana tra gli uomini. Tale era la pienezza di umanità sconfinante nel suo essere la "Persona Divina del Verbo", che tutto quanto era umanamente normale, egli lo accoglieva e viveva. Accettava dunque di sedere come commensale alla mensa di Levi (Matteo) e di una pubblica peccatrice come Maria Maddalena.
Tutto l'acido, malcontento dei suoi oppositori non è mai riuscito a "corrodere" lo spessore e l'armonia del suo comportamento. Una vita la sua che diede bagliori di fuoco divino quando accettò di morire in croce come un malfattore.
Si, la Sapienza di Dio brillo fulgida in tutte le tue scelte finalizzate alla gloria del Padre e della nostra salvezza. Che splendida libertà si respira accanto a Te, Gesù! Prendimi sulla strada del tuo Vangelo perché anch'io, per la Tua grazia, sia testimone di Dio, in autenticità e libertà
Ecco la voce di un giornalista scrittore Vittorio Messori: Ogni lettura del Vangelo è una scommessa col mistero.
Ecco la voce di Papa Francesco (Meditazione mattutina nella Cappella della Domus Sanctae Marthae, 13 dicembre 2013): «... l'immagine del Vangelo, con i bambini che hanno paura di ballare, di piangere, che hanno paura di tutto, che chiedono sicurezza in tutto, fa pensare a questi cristiani tristi, che criticano sempre i predicatori della verità, perché hanno paura di aprire la porta allo Spirito Santo. Preghiamo per loro e preghiamo anche per noi stessi, affinché non diventiamo cristiani tristi, di quelli che tolgono allo Spirito Santo la libertà di venire a noi tramite lo scandalo della predicazione»
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6) Per un confronto personale
- Preghiamo per la Chiesa che hai voluto come comunità di salvezza e ci parla nel tuo nome?
- Preghiamo per i bambini che vengono alla luce e ci ricordano il tuo amore fedele per il mondo?
- Preghiamo per la gioia che nasce da un'amicizia vera, dal perdono generoso, dall'aiuto gratuito offerto, dall'intimità dei coniugi?
- Preghiamo per le prove della vita, per l'insicurezza per il domani, per l'esperienza quotidiana dei nostri limiti, per le difficoltà del vivere insieme?
- Preghiamo per il bene che fiorisce ovunque, nella verità che ci viene dal di fuori dei nostri gruppi, in ogni frammento di autentica novità che metti intorno a noi?
- Preghiamo per chi è disfattista e scontento?
- Preghiamo per chi deve fare delle scelte decisive nella vita?
7) Preghiera finale: Salmo 1
Chi ti segue, Signore, avrà la luce della vita.
Beato luomo che non entra nel consiglio dei malvagi,
non resta nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli arroganti,
ma nella legge del Signore trova la sua gioia,
la sua legge medita giorno e notte.
È come albero piantato lungo corsi dacqua,
che dà frutto a suo tempo:
le sue foglie non appassiscono
e tutto quello che fa, riesce bene.
Non così, non così i malvagi,
ma come pula che il vento disperde;
poiché il Signore veglia sul cammino dei giusti,
mentre la via dei malvagi va in rovina.

