VI Settimana del Tempo ordinario (anno A)

Commento al Vangelo di Don Domenico Bruno

febbraio 15 , 2026

Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio.

Con l’amore sincero il tuo cuore resta intero

Ma davvero pensiamo che basti rispettare le regole per essere persone giuste?
Il Vangelo di questa domenica ci mette davanti a parole fortissime: «la vostra giustizia [superi] quella degli scribi e dei farisei…». Gesù non cancella la Legge, la porta al cuore. Perché la giustizia ha bisogno di un cuore libero, non di un cuore compresso dalla paura di sbagliare. Possiamo anche non uccidere, ma quante volte “uccidiamo” con rabbia, giudizi, parole taglienti?
Possiamo anche non tradire, ma Gesù dice: «Chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore». L’amore per evitare l’adulterio ha bisogno di un cuore puro, non di uno sguardo che usa l’altro per riempire il proprio vuoto.
E poi il linguaggio: «Il vostro parlare sia: “Sì, sì”, “No, no”». Per essere sincero e non ambiguo, il nostro parlare ha bisogno di un cuore vero. Quante volte ciò che pensiamo, desideriamo e diciamo non nasce dall’amore, ma dall’amor proprio. Oggi lo viviamo in modo esasperato: sui social impariamo a dire ciò che funziona, non ciò che è vero. E poi postiamo tutto per essere visti perché abbiamo imparato a misurare il nostro valore in like o ricondivisioni. E quando arrivano ci sentiamo qualcuno, quando non arrivano ci sentiamo niente. Ma questa non è giustizia, non è amore, non è verità, ma solo bisogno di approvazione.
Gesù ci libera da questa schiavitù invisibile e ci riporta dentro, lì dove nasce tutto. Anche al suo tempo le parole avevano un peso enorme, come giurare nel nome di Dio che era cosa sacra. Lui dice basta ai giuramenti, basta agli effetti speciali, piuttosto invita a essere veri.
Oggi il parlare si consuma in frasi brevi, in commenti da leoni da tastiera, in discorsi veloci che brillano un attimo e poi spariscono. Non sappiamo più dare attenzione a parole profonde, preferiamo slogan falsi ma accattivanti.
Chiediamo al Signore di farci tornare a discorsi autentici e ragionati, gli unici capaci di edificarci e farci crescere.
Qui la domanda si fa semplice e bruciante: il mio cuore è libero, puro e vero? Oppure sta solo cercando applausi?

don Domenico Bruno

San Lorenzo in Guardasone

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La chiesa di san Lorenzo di Guardasone si trova alla sommità del monte Oca. La sua edificazione in questo luogo avvenne nella seconda metà del Cinquecento, dopo che Ottavio Farnese, nel corso della guerra contro il duca d’Este il cui esercito si era barricato in Guardasone, distrusse sia il castello che la Guardiola. Il primo documento che attesta  la presenza di due chiese, una rovinata e l’altra da poco...

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