XI settimana TO – anno A
Commento al Vangelo di Don Domenico Bruno
In quel tempo, Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!».
Non avere paura, Gesù si prende cura
Ti sei mai sentito al sicuro anche quando tutto intorno sembrava crollare o quando dovevi fare una scelta che ti faceva sentire a un passo dal vuoto? Spesso nella nostre giornate corriamo senza respirare tra scuola, lavoro, notifiche che impazzano e mille insicurezze, e ci riscopriamo terribilmente stanchi, svuotati, un po’ come pecore senza un pastore, esposti ai burroni della vita.
Eppure, nella prima lettura Dio ci fa una promessa e ci ricorda che ci ha sollevati “su ali di aquile” per portarci a sé, facendoci capire che per Lui siamo una proprietà preziosa, un tesoro da custodire sul serio.
I pastori della Palestina non guidavano il gregge da dietro urlando o spingendo, ma camminavano davanti, affrontando i pericoli per primi e persino sdraiandosi sull’erba per fare da scudo umano sui crinali più impervi, pronti ad afferrare al volo chiunque stesse per scivolare.
Nelle nostre relazioni di oggi è facile sentirsi giudicati o isolati se non siamo perfetti, ma l’amore vero non funziona così. Gesù guarda le nostre fatiche con una compassione viscerale e totale, non aspetta che diventiamo bravi per salvarci, ma si sdraia accanto a noi, ci afferra per mano proprio quando tocchiamo il fondo e ci tira su con un sorriso.
Non siamo fatti per cadere nel vuoto del non senso, ma per lasciarci sollevare e camminare insieme verso la gioia della risurrezione, perché agli occhi di Dio nessuno è un errore e la nostra vita è destinata a cose grandiose.
E tu? Hai il coraggio di lasciarti afferrare da questo amore che ti salva senza chiederti nulla in cambio? O poni delle condizioni?

