XVI Domenica TO – anno A

Commento al Vangelo di Don Domenico Bruno

luglio 19 , 2026

Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo!”. E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme..."

Gesù vede il fiore che c’è in te

Ogni volta che una persona ci delude, decidiamo di cancellarla dal nostro cuore. Chissà quante poche ne sono rimaste!
A pensarci, basta che vediamo qualcosa che non va in noi o negli altri, che vorremmo eliminarla subito, perché ci stanno abituando alla perfezione di tutto. Ma la perfezione non esiste. Ecco perché oggi Gesù ci sorprende. Nella parabola della zizzania non dice che il male non esiste. Dice di non avere fretta di strappare tutto, perché rischiamo di distruggere anche il bene che sta crescendo. Il suo cuore è così grande da lasciare spazio perfino a chi oggi sbaglia, aspettando che possa cambiare.
La prima lettura ci svela il motivo e cioè che Dio è forte, ma la sua forza è la mitezza, infatti dice: «Dopo i peccati, tu concedi il pentimento». Dio non giustifica mai il male, infatti non lo chiama “bene” e il male sarà combattuto da Dio fino in fondo. Tuttavia, prima offre a tutti una possibilità di conversione, perché la misericordia non cancella la verità, ma la rende possibile.
Anche Paolo ci rassicura dicendo che quando siamo confusi, feriti o non troviamo nemmeno le parole per pregare, lo Spirito prega dentro di noi. Non siamo mai lasciati soli nella lotta tra il grano e la zizzania che portiamo nel cuore.
La zizzania, appena spunta assomiglia tantissimo al grano. Per questo i contadini aspettavano la spiga prima di separarla. Intervenire prima avrebbe significato rovinare il raccolto. Gesù usa questa immagine per insegnarci la pazienza di Dio. Quante volte noi invece agiamo di pancia! Vogliamo diventare giustizieri che nell’immediato risolvono tutto.
Pensiamo a come basti un litigio, un commento sui social o un errore di un amico per mettergli un’etichetta definitiva. Gesù, invece, continua a vedere ciò che quella persona può ancora diventare.

E tu? Sai aspettare?

don Domenico Bruno

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