« Giovinetto, dico a te, alzati »

Sant'Agostino (354-430), vescovo d'Ippona (Africa del Nord) e dottore della Chiesa - Discorsi, 98 (Nuova Biblioteca Agostiniana, riv.)

settembre 16 , 2025
Nessun cristiano deve dubitare che ancora adesso vengono risuscitati dei morti. Orbene, ogni persona ha occhi con cui può vedere i morti risorgere, come risuscitò il figlio di quella vedova di cui parla il brano del Vangelo letto poc'anzi, ma non tutti hanno la possibilità di vedere risorgere persone morte quanto allo spirito, tranne quelli già risorti nello spirito. È più importante risuscitare uno destinato a vivere eternamente che risuscitare uno destinato a morire nuovamente. Della risurrezione di quel giovanetto si rallegrò la madre vedova; della risurrezione spirituale di ogni giorno di tante persone si rallegra la madre Chiesa. Quello era morto fisicamente, queste invece erano morte spiritualmente. Si piangeva la morte visibile del giovanetto; non ci si preoccupava invece della morte di quelle persone, nemmeno la si vedeva. Ci pensava però Colui che conosceva i morti; conosceva i morti solo Colui che poteva dar loro la vita. Se infatti il Signore non fosse venuto per risuscitare i morti, l'Apostolo non direbbe: « Svegliati, tu che dormi; sorgi dai morti e t'illuminerà Cristo » (Ef 5,14).     

Le campane annunciano il miracolo

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Sabato 20 giugno 1665, di prima mattina, le campane di Traversetolo iniziarono a suonare a festa: un miracolo era appena avvenuto all’interno della Chiesa, presso l’altare della Beata Vergine della Concezione. L’entusiasmo si estese e la borgata fu in festa: Bernardino de Angeli era stato miracolato. L’eco dell’evento si diffuse rapidamente giungendo anche alla sede vescovile a Parma che, per prudenza,...

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