« Non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini »

Sant'Agostino (354-430), vescovo d'Ippona (Africa del Nord) e dottore della Chiesa - Discorso 96; PL 38, 584-586

settembre 03 , 2017
Sembra penoso e gravoso il comando dato dal Signore, che cioè, se uno vuole seguirlo, deve rinnegare se stesso. Ma non è penoso e gravoso ciò che comanda Colui che aiuta a mettere in pratica ciò che comanda... È vero anche ciò che dice lui stesso in persona: « Il mio giogo è dolce e il mio peso leggero » (Mt 11,30). Poiché tutto ciò ch'è penoso nei precetti, lo rende dolce la carità. Sappiamo quanti sacrifici fa compiere l'amore!...Quante avversità non patiscono, quante condizioni ignominiose e intollerabili non sopportano gli uomini per giungere all'oggetto del loro amore?... Perché stupirci se chi ama Cristo e vuole esserne seguace, con l'amarlo rinuncia a se stesso? Se in effetti uno si perde amando se stesso, certamente si ritrova col rinnegare se stesso... Chi può rifiutare di andare con Cristo là dove si trova la somma felicità, la pace suprema e la perpetua tranquillità? È bene seguirlo lassù, ma bisogna vedere per quale via... La via ti sembra scabrosa, ti rende pigro, e così ti rifiuti d'andare dietro a lui. Va' dietro a lui. È scabroso ciò che l'uomo ha reso tale a se stesso, ma sono state ridotte in polvere le asperità che Cristo cancellò tornando al cielo. Ora chi non vuol arrivare alla glorificazione? A tutti piace un posto elevato, ma il gradino è l'umiltà. Perché alzi il piede al di sopra di te? In tal modo tu vuoi cadere, non già salire. Comincia dal gradino [dell'umiltà] e sei già salito. Non volevano considerare il gradino dell'umiltà quei due discepoli che dicevano: « Comanda, Signore, che di noi due uno sieda alla tua destra e l'altro alla tua sinistra nel tuo regno ». Chiedevano un posto elevato ma non vedevano il gradino. Il Signore allora mostrò loro il gradino e che cosa rispose loro il Signore? « Siete in grado di bere il calice che io dovrò bere? » (Mc 10,37-38). Voi che chiedete l'apice della sublimità, siete in grado di bere il calice dell'umiltà? Ecco perché non disse soltanto: « Rinunci a se stesso e mi segua », ma aggiunse: « Prenda su di sé la sua croce e mi segua ».    

I Parroci di Traversetolo

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Gerardus (Archipresbiter Plebis Sancti Martini) 11 giugno 1005; Ioannes (Dal Ratio Decimarum della Diocesi P.) 1299 Can. Dott. Gotto Antonio 1486 Betagi Giacomo (VI-VIII) 1493-1537 Palmia Baltassarre ( IX ) 1564 Ferrari Riccardo 1623 -6/6/1628 Canossa Orazio ( Rin. ) 26/6/1628 - 1653 Canossa Silvestro 24/1/1654 - 22/7/1699 Mazza Giovanni 5/9/1699 - 11/1/1719 Bardiani Giuseppe 19/5/1719 - 24/4/1722 Barbieri Dott. Giuseppe 12/7/1622 -...

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