"Chi vede me, vede colui che mi ha mandato"

Sant'Agostino (354-430), vescovo d'Ippona (Africa del Nord) e dottore della Chiesa - La Trinità, I, 13, 30-31 (https://www.augustinus.it/italiano/trinita/index2.htm riv.)

maggio 06 , 2020
Qualcuno che aveva chiamato Gesù "Buon Maestro", chiedendogli consiglio per conseguire la vita eterna, ricevette questa risposta: "Perché mi interroghi riguardo a ciò che è buono? Nessuno è buono se non Dio solo" (Mc10,17-18). (...) Sì, se tu dunque mi consideri dal punto di vista della natura divina, io sono buono; ma se mi consideri dal punto di vista di questa che vedi, perché mi interroghi riguardo a ciò che è buono, se tu sarai di quelli che "vedranno colui che hanno trafitto" (Jn 19,37; Za 12,10? Questa visione sarà a loro infelicità perché sarà di castigo. Infatti c'è quella visione di Dio nella quale contempleremo la sostanza immutabile che occhi umani non possono vedere, visione che è promessa solo ai santi e che Paolo chiama a faccia a faccia (1Co 13,12), di cui l’apostolo Giovanni afferma: Saremo simili a Dio, perché lo vedremo come egli è (1Gv 3,2), della quale ancora è detto: Una sola cosa domandai al Signore, che io possa contemplare le sue delizie (Sal 27,4), e di cui il Signore stesso afferma: Io lo amerò e mostrerò me stesso a lui (Gv 14,21). Questa sola visione per la quale si purificheranno i nostri cuori con la fede perché possiamo essere: Beati dal cuore puro perché vedranno Dio (Mt 5,8), (...) è il nostro sommo bene per il cui raggiungimento ci è comandato di fare quanto facciamo di bene.     

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Le letture del giorno secondo il calendario liturgico.

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