Giovanni Battista ci esorta alla salvezza

San Clemente d'Alessandria (150-ca 215), teologo - Protrettico ai greci, c. 1; SC 2bis, 63          

dicembre 15 , 2017
Non è assurdo, o amici, che, mentre Dio sempre ci esorta alla virtù, noi, invece, rifiutiamo l'aiuto e rimandiamo la salvezza? Non ci esorta dunque alla salvezza anche Giovanni e non è egli interamente una voce esortatrice? Interroghiamo dunque lui stesso:  "Chi sei? di quale paese?" Non dirà di essere Elia, negherà di essere Cristo, ma confesserà di essere voce che grida nel deserto (Gv 1,20s). Chi è dunque Giovanni? Per definirlo con un'immagine, che mi consente di dire "una voce del Verbo esortatrice, che grida nel deserto"... "Fate diritte le vie del Signore " (Gv 1,23). Precursore è Giovanni e la sua voce è precorritrice del Verbo, voce incitatrice, che prepara alla salvezza, voce esortatrice all'eredità dei cieli, voce per la quale la terra "sterile e deserta finisce di essere infeconda" (cfr Is 54,1). Questa fertilità secondo me la predisse la voce dell'Angelo; precorritrice del Signore era anche quella, che dava la buona novella alla donna sterile (Lc 1,19), come Giovanni al deserto. Per questa voce del Verbo, dunque, la donna sterile diventa feconda di figli e la terra deserta produce frutti. Le due voci precorritrici del Signore, quella dell'Angelo e quella di Giovanni, vogliono significare, secondo me, la salvezza riposta in serbo per noi, cosicché, dopo l'apparizione del Verbo, noi cogliamo il frutto della fecondità, cioè la vita eterna.    

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