Io so bene quello che ti serve!

Santa Caterina da Siena (1347-1380), terziaria domenicana, dottore della Chiesa, compatrona d'Europa - La Provvidenza della Misericordia, cap. VII, n° 141 (Il dialogo, tomo 2, trad. adv@evangelizo.org)

giugno 20 , 2026
Santa Caterina sentì Dio dirle: Come può l'uomo rifiutare di credere che io mi prendo cura di lui, che ho creato a mia immagine e somiglianza, quando mi vede nutrire e custodire il verme nel bosco secco, dare il loro pasto alle bestie del campo, ai pesci del mare, agli uccelli del cielo, a tutti gli esseri viventi che sono sulla terra? Io faccio splendere il sole sulle piante e do la pioggia che le rende feconde. Non è per il suo bene che tutto è stato fatto? La mia bontà non ha creato nulla senza pensare a lui. Da qualunque parte si volga, sia spirituale che temporale, non trova altro che l'abisso di fuoco della mia carità, servita dalla grande, dolce e perfetta provvidenza. Ma non vede, perché si è privato della luce e non vuole vedere. Da quel momento si scandalizza della prova, restringe la sua carità verso il prossimo, si fa avaro e si preoccupa del domani, come se la mia Verità non gliel'avesse impedito quando ha detto: "Non preoccupatevi dunque del domani. A ciascun giorno basta la sua pena." (Mt 6,34)! Vi rimproverava così la vostra poca fiducia, mettendovi sotto gli occhi la mia provvidenza e la brevità del tempo. Non preoccuparti per domani, ha detto. È come se avesse detto: Non vi preoccupate per ciò che non siete sicuri di avere: è sufficiente a bastare al giorno presente. Vi ha insegnato a chiedere prima il regno dei cieli, cioè una vita buona e santa. Quanto a queste cose, io, il Padre vostro celeste, so che ne avete bisogno, perché per voi le ho fatte, perché per voi ho comandato alla terra di produrre i suoi frutti.     

Una storia a lieto fine per un lieto anno nuovo

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Per iniziare positivamente il nuovo anno, raccontiamo una storia che, anche se sorprendente ai nostri giorni, è veramente accaduta a Traversetolo nel 1800. È una testimonianza di quanto, anche nella miseria, fossero accoglienti e buoni di cuore i traversetolesi (per lo meno alcuni). I fatti hanno inizio nel settembre del 1869. In occasione della Sagra del paese, un certo Orlandi Luigi, di professione marionettista, era giunto a Traversetolo ed aveva collocato il...

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