"Io sono la vera vite" (Gv 15,1)

San Bonaventura (1221-1274), francescano, dottore della Chiesa - La Vite mistica, cap. 5, 4-5 (attribuita a torto a San Bernardo)

giugno 01 , 2026
O dolce Gesù, in quale stato ti vedo! Dolcissimo e pieno di amore, unico salvatore delle nostre antiche ferite, chi ti ha condannato a una morte così amara? Chi dunque ti porta a soffrire queste ferite, non soltanto così crudeli ma anche così infamanti? Dolce vite, buon Gesù, ecco il frutto che ti dà la tua vigna... Fino al giorno delle nozze, hai aspettato pazientemente che producesse l'uva, e non ti dà null'altro che spine (Is 5,6). Ti ha coronato di spine e ti ha circondato delle spine dei suoi peccati. Quanto è diventata amara questa vigna, che non è più tua ma vigna straniera! Ti ha rinnegato gridando: «Non abbiamo altro re all'infuori di Cesare» (Gv 19,15). Dopo averti scacciato fuori dalla vigna della tua città e della tua eredità, quei vignaioli ti hanno messo a morte: non con un colpo solo, bensì dopo averti oppresso con il lungo tormento della croce, e averti torturato con il dolore della sferza e dei chiodi... O Signore Gesù, ... da te stesso consegni la tua anima alla morte – nessuno può togliertela, ma la offri da te stesso (Gv 10,18)... Mirabile scambio! Il Re dà se stesso per lo schiavo, Dio per l'uomo, il Creatore per la creatura, l'Innocente per i colpevoli.     

Don Pietro Viola

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Ma la sua “impronta” è stata senz’altro quella di “rappresentare al vivo” il can. 280 del CIC, che nella prima parte, a proposito dell’esercizio del ministero presbiterale, “raccomanda vivamente ai chierici di praticare una consuetudine di vita comune”. E qui il fondamento sacramentale si invera certamente grazie a quella che don Piero amava definire come “una facilitazione” a vivere il ministero...

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