La liberazione dei prigionieri

San Giovanni Crisostomo (ca 345-407), sacerdote ad Antiochia poi vescovo di Costantinopoli, dottore della Chiesa - Omelia sulla parola 'cimitero' e sulla croce (trad. cb©evangelizo)

luglio 02 , 2025
In quel giorno Cristo è entrato da conquistatore negli abissi degli inferi. In quel giorno « ha infranto le porte di bronzo, ha rotto le spranghe di ferro », come dice Isaia (Is 45, 2). Notate queste espressioni. Non dice che « ha aperto » le porte di bronzo, né che le ha tolte, ma che le ha « infrante », per far capire che non c'è più nessun carcere, per dire che Gesù ha annientato questo luogo dei prigionieri. Queste porte, infrante da Cristo, chi potrebbe rifarle? Queste spranghe, che lui ha spezzato, chi potrebbe rimetterle? Quando i principi della terra rilasciano dei prigionieri mandando lettere di grazia, mantengono le porte e le guardie, per mostrare a coloro che escono, che possono ancora entrarvi, loro o altri. Cristo non agisce così. Infrangendo le porte di bronzo, manifesta che non c'è più né prigionia, né morte. Perché delle porte « di bronzo »? Perché la morte era spietata, inflessibile, dura come il diamante. Mai, per tutti i secoli prima di Gesù Cristo, nessuno dei suoi prigionieri aveva potuto sfuggirla, fino al giorno in cui il Sovrano del cielo scese nell'abisso per strapparle le sue vittime.     

Don Andrea Avanzini

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Nato a Parma il 3/10/1965; ordinato sacerdote l’11/5/1991. Baccelliere in teologia (Il baccellierato canonico in teologia è un diploma canonico, che corrisponde ad una laurea di primo livello in teologia cattolica.). Nomine: Priore di Bannone 1/10/2000; Mansionario della Basilica Cattedrale, 11/10/2004; Amministratore parrocchiale di Castione Baratti, 1/9/2006; Amministratore della Parrocchia di Mamiano dal 2006 al 2009 e, contemporaneamente, Presidente della locale...

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