LA SPERANZA RICHIEDE PAZIENZA

Terza domenica di quaresima (23 marzo)

marzo 23 , 2025

Il vangelo di questa domenica ci induce a porci una seria domanda: “che tipo di albero sono? Do frutti, oppure sfrutto il terreno?”. Per dare una adeguata e veritiera risposta, occorre che consideriamo attentamente chi siamo, da dove veniamo e a cosa tendiamo. Non basta respirare, occorre vivere, non da spettatori ma da protagonisti. Il rischio di giungere sul crinale della storia e non sapere per cosa o per chi abbiamo vissuto è forte, per questo motivo dobbiamo vivere con attenzione. Dio è paziente con noi, ci concede sempre “un anno in più”, perché attraverso la zappatura, la concimazione e quant’altro siamo capaci di poter dare frutto, occorre, però, anche il nostro personale impegno perché questo si realizzi. La mediocrità non appartiene al discepolo di Gesù. “L’arte del mediocre è quella d’aver trovato il modo di non fare scattare mai l’allarme nella sua vita, o la spia rossa che segnala una situazione di emergenza, per questo è relativamente tranquillo. Può esser apostolo efficiente, ma è senza efficacia. Annuncia il vangelo di Cristo, ma senza sentirlo per sé una buona notizia. Resistere per uscire dalla mediocrità non è certo semplice. Ma forse vale la pena di tentare. Siamo chiamati ad essere testimoni dell’inquietudine, non siamo destinati a naufragare sugli scogli della mediocrità” (Domenico Marrone). Siamo chiamati ad essere, come prega l’orante nel salmo 1, ad essere come alberi piantati lungo il corso dell’acqua, capaci di dare frutto a suo tempo, non piante di abbellimento. Il Signore ci chiede di dare frutto, non di fare bella mostra di noi. La posta in gioco è molto alta, rischiamo di essere tagliati! Per questo motivo è necessaria una vera e radicale conversione, come ci ricorda il brano odierno del vangelo.

FONTE

I Guarnieri

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I Guarnieri e la tradizione della lavorazione del ferro La tradizione della lavorazione del ferro in Traversetolo è stata per tanti anni legata al nome della famiglia Guarnieri. Gli stessi arredi in ferro, finemente lavorato, che ornano la nostra Chiesa sono opera novecentesca di Rosolino Guarnieri. Un mestiere, un’abilità artistica che ha origini lontane, ormai secolari. Nel 1558, il 25 novembre, mastro Andrea Guarnieri, uomo discreto,...

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