Santificare le feste è un comandamento per tutti i cristiani

marzo 23 , 2025

Il terzo comandamento del decalogo è Santificare le feste: “La domenica e le altre feste di precetto i fedeli sono tenuti all’obbligo di partecipare alla Messa”. Questo perché il Sacrificio dell’Eucaristia è “la fonte e il culmine verso cui tende l’azione della Chiesa”, e di conseguenza lo è anche della vita di ogni fedele. “Per noi cristiani, il centro del giorno del Signore, la domenica, è l’Eucaristia, che significa “rendimento di grazie”. È il giorno per dire a Dio: grazie Signore della vita, della tua misericordia, di tutti i tuoi doni”. la Chiesa si sente impegnata a convincere le coscienze anzitutto sul significato religioso e, insieme, culturale e sociale della domenica e dei giorni festivi. Così, il cristiano “santifica le feste” non perché è un precetto o per evitare un peccato, ma perché è un bene-valore personale, familiare e sociale. Ma se le Feste, e specie quelle più importanti, le si impegnano in altre attività, quale senso ha il dirsi cristiani? Lo sport quotidiano può far bene al fisico, le gare sportive possono stimolare volontà e carattere, celebrazioni sportive per commemorare o ricordare eventi è cosa degna di rispetto; ma perché scegliere per tutto questo i giorni festivi? Quale messaggio percepiscono i bambini dal poter trascurare il dovere della messa per un evento sportivo o un weekend in qualche località accattivante? Non rimane che indignarsi di fronte a simili scelte tantopiù se si considera il rumore che nasce quando si vuole togliere il crocifisso dalle aule o quando si vuole trasformare il Natale in banale festa folcloristica di luci e regali o quando si protesta per timore di ingerenze religiose straniere. Solo prese di posizione a difesa di una tradizione? È triste da constatare, ma il cristianesimo oggi è per molti solo tradizione che sfocia il folclore, in esibizioni spesso di comodo e apparenza. Il cristianesimo è vita quotidiana, è avere Cristo nel cuore e nelle azioni, è comunicare con la propria vita un messaggio di speranza. Un sacerdote pone Cristo come priorità, il suo desiderio è diffondere il messaggio evangelico educando e guidando la sua comunità. È una missione educativa non facile, che necessita di aiuto e collaborazione. L’educazione cristiana inizia nella famiglia: alla famiglia è assegnata la responsabilità di guida nel percorso cristiano dei figli. Le famiglie vogliono i Sacramenti per i loro bambini, vogliono un giorno che possa andar bene per pranzi e rinfreschi, pretendono per il catechismo gior- ni che non coincidano con altri impegni quasi sempre sportivi, ma poi trascu- rano l’essenziale: la frequenza alla Messa domenicale diviene un’eccezione, si va quando non c’è altro da fare. La parrocchia fa di tutto per conciliare le proprie attività con ciò che offrono le diverse Associazioni, ma non può venir meno al suo scopo primario di educare e condurre verso Cristo i più piccoli, per crescerli cristiani, sicuri nella fede e consapevoli di voler far parte della comunità. Per questo occorre coerenza, l’aiuto familiare e la costanza nella frequenza specie alla Messa. Chi organizza eventi forse può essere distratto e non badare alle festività cristiane, ma è possibile che nessun genitore possa suggerire un possibile spostamento di data? È veramente triste pensare che proprio nella Settimana Santa molti bambini non saranno in chiesa, non parteciperanno alle funzioni tanto importanti, non condivideranno con la loro comunità l’intensità della Passione di Cristo e la gioia dell’annuncio della Risurrezione. La parrocchia resta comunque serenamente in attesa, aperta sempre e comunque, fiduciosa che Cristo possa riaprire cuori e menti. Essere cristiani è un impegno non una sporadica appartenenza.

Restare uniti a Gesù in ogni cosa...

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Piacere al Padre del cielo perché sia glorificato, perché il suo regno venga in noi e tutta la sua volontà si compia, e ciò in modo stabile e totale, è la perfezione. (...) Il risultato di tale attitudine è che \"portiamo frutto in ogni opera buona\" di cui parla S. Paolo (Col 1,10). E nostro Signore non dichiara forse lui stesso che questa perfezione è gloriosa per Dio: \"In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto...

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