“Non contenderà, né griderà”

Filosseno di Mabbug (? - ca 523), vescovo in Siria - Omelie, n° 5, 137-139

luglio 16 , 2022
Nostro Signore non è stato paragonato a un leone quando è stato condotto alla morte... Come un agnello, una pecora, restava in silenzio mentre veniva condotto alla Passione e alla morte: “Era come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca” nella sua umiliazione (Is 53,7)...       In piedi davanti al giudice che lo interroga, lui, il Maestro e dottore di ogni sapienza, non risponde..., affinché si compia la parola: “Era come agnello condotto al macello” (Is 53,7). Lo guidano, lo conducono da un luogo all'altro, lo portano da un posto all'altro, trascinandolo da un giudice all'altro come se fosse muto. Davanti ad Anna, tace (Gv 18,13); finché questi non lo scongiura, non parla. Interrogato da Pilato, resta in silenzio; e finché non sente la domanda: “Sei tu il re dei Giudei?” (Gv 18,33)... non risponde. Allora l'hanno condotto da Erode che lo ha interrogato per vedere e sentire dalla sua bocca cose straordinarie e per tentarlo (Lc 23,8s): anche lì, è rimasto in silenzio, non ha gridato, non ha risposto al suo interlocutore. Lo vedevano come uno che non sa niente, uno senza senno che non ha risposte. I suoi nemici hanno pensato quanto hanno voluto, ma lui non ha perso l'innocenza dell'agnello.     

La famiglia: un riflesso vivente della Trinità

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Papa Francesco, in La gioia dell’amore, riflette sulla Trinità e sulla famiglia. Scrive: “La Trinità è Padre, Figlio e Spirito d’amore. Dio è comunione d’amore e la famiglia è il suo riflesso vivente.” [11] Ma come possono le nostre famiglie, con tutte le loro imperfezioni e le loro sfide, essere un riflesso vivente della Trinità? Papa Francesco riconosce che le famiglie non cadono dal cielo perfettamente...

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